15 Aprile 2024
CronacaPalermo e Provincia

Mafia, De Raho: inquinamento economia legale motivo di profonda preoccupazione

“Lo sviluppo delle mafie è, dunque, sul fronte economico”. Lo dice in un’intervista all’Istituto di studi politici economici e sociali dell’Eurispes, il procuratore antimafia e anti-terrorismo Federico Cafiero De Raho rilevando che “è motivo di profonda preoccupazione: l’inquinamento dell’economia legale” e che “i tavoli interistituzionali sono fondamentali, come quelli che la Dnaa ha con la Guardia di Finanza, con l’Agenzia delle Dogane, con l’Uif, diverse specializzazioni che permettono di avere risultati concreti perché fanno lavorare insieme le diverse competenze e capacità”. “Le mafie – ricostruisce De Raho – hanno iniziato a controllare i territori d’origine attraverso organizzazioni dotate di una struttura militare, capace di incutere timore, con minacce e intimidazione – spiega- Dagli anni Settanta le mafie hanno iniziato a comprendere che avevano bisogno di sviluppare forme organizzate per il reinvestimento del danaro proveniente dalle attività illecite. Reinvestire i proventi criminali significava strutturarsi sul territorio per esprimersi con soggetti economici propri, contigui”.

Il procuratore nazionale antimafia spiega: “Originariamente le mafie si servivano di parenti”, poi “hanno provveduto a trovare forme più evolute: intermediazione, mediazione, interfaccia capace di mimetizzare la provenienza criminale dei capitali. La struttura economica e imprenditoriale si è andata ad accompagnare a quella militare. Quest’ultima ha operato sempre più con forme indirette di coazione” avvalendosi di “reti di società di servizi, falsa fatturazione, forniture a prezzi ribassati, attività che permettono di entrare in contatto con ulteriori società e quindi infiltrarsi sempre più profondamente e aggregare società che apparentemente sono sane, e che usano false fatturazioni per migliorare i loro profitti”.

“Questo è motivo di profonda preoccupazione: l’inquinamento dell’economia legale”, attraverso “cartelli economici che servono per appalti pubblici”, ovvero “avere soggetti economici che servono ad allargare la base per poter presentare diverse offerte – riferisce – La modernizzazione delle mafie si completa nel reinvestire i capitali in soggetti economici deboli; in quei soggetti che non trovano più un accesso al credito bancario, per la crisi per esempio”. “Così – conclude – le mafie non hanno bisogno di firmare atti, non hanno bisogno di documenti; al contrario, occultano comportamenti illeciti con lo schermo di soggetti solo apparentemente sani, entrano così nel mercato dell’economia legale. Questo è veramente preoccupante. A tutto questo si risponde con le segnalazioni dal territorio, dalle stesse associazioni di categoria, con la segnalazione delle transazioni sospette”. (Rol/Adnkronos)