Mafia, in Sicilia su 780 aziende confiscate solo 39 attive

Sono 780 in Sicilia le aziende sotto il controllo dall’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Di queste, solo 137 sono in confisca definitiva mentre 643 sono quelle ancora in fase giudiziaria. Il maggior numero e’ concentrato nella citta’ di Palermo (326), seguita da Trapani (126), Catania (120), Agrigento (84), Messina (57), Caltanissetta (46), Enna (10), Siragusa (7) e Ragusa (4). I dati, aggiornati al 20 gennaio 2020, sono contenuti nella relazione sui Beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ mafiosa in Sicilia illustrata, nel corso di una videoconferenza, dalla Commissione antimafia della Assemblea Regionale Siciliana, presieduta da Claudio Fava. E’ una fotografia, quella che emerge dallo studio, che delinea un “trend drammatico” caratterizzato da “un altissimo tasso di mortalita’ delle aziende confiscate e la perdita di centinaia di posti di lavoro”, non solo in Sicilia ma anche nel resto del Paese.

Per quanto riguarda le aziende stanziate nel territorio siciliano, infatti, “dalle informazioni recentemente trasmesse a questa Commissione dall’Agenzia – si legge nella relazione -, si evince che delle 459 imprese per cui e’ stato portato a compimento l’iter gestorio, solo 11 non sono state destinate alla liquidazione. Una sorte altrettanto infausta e’ destinata anche alle aziende attualmente in gestione, delle quali solo 39 su un totale di 780 risultano essere attive”. “A voler ricomporre il quadro tracciato dai dati appena descritti, e’ possibile trarre alcune indicazioni molto chiare”, e’ la conclusione. “Gli strumenti ablatori del sequestro e della conseguente confisca per mafia – afferma la relazione – trovano ancora oggi un alto numero di applicazioni: un’enorme quantita’ di beni che potrebbero essere fattivamente restituiti alla collettivita’ solo tramite un intervento dello Stato improntato alla massima efficienza ed efficacia. Finalita’ che, attualmente, non risulta per nulla soddisfatta”.