Rai, Savatteri: “Mio Lamanna è il nipotino di Montalbano”

Saverio Lamanna? “E’ il nipotino di Montalbano”. Lo scrittore Gaetano Savatteri, ai cui romanzi si ispira la nuova serie tv di Rai 1 “Ma’kari”, spiega all’AGI di aver voluto raccontare una Sicilia diversa da quella di Andrea Camilleri, sebbene ad essa legata. “Camilleri – dice – ha avuto un grande merito. Il primo Montalbano e’ del 1994, due anni dopo le stragi, quando l’isola reagisce emotivamente e con un forte impegno dello Stato e della societa’. Fino al 1992 la sicilia aveva una letteratura con l’elmetto”, non si poteva raccontare una storia che non potesse prescindere dalla mafia. “la reazione alle stragi ci dice che c’e’ una possibilita’ di raccontare gialli normali, in cui la mafia non fosse dominante. Fino al ’92 c’e’ stata una cappa sulla Sicilia, anche sulla produzione narrativa: come si fa a raccontare una storia d’amore in mezzo alle autostrade che saltano in aria”.

Le avventure di Lamanna in Ma’kari, adesso, raccontano di una nuova svolta nella narrazione che la Sicilia fa di se stessa. “La mia Sicilia e quella di Camilleri sono diverse tra loro. I siciliani, sono diversi, perche’ cambiano. Il mio siciliano e’ un siciliano, ad esempio, che puo’ non amare i cannoli”. “So di un fotografo – prosegue Savatteri – che teneva sempre in macchina due pale di fichi d’india e quando c’era un morto ammazzato le metteva accanto al cadavere e scattava la foto. Ecco, la mia Sicilia non deve aver bisogno delle pale di fichi d’india”. La serie televisiva, da questo punto di vista, aggiunge Savatteri, che ha collaborato alla sceneggiatura, “sembra aver colto lo spirito dei racconti”.

“Ne viene fuori – sottolinea – una Sicilia contemporanea, con personaggi, soprattutto Lamanna, che giocano continuamente a destrutturare la retorica intorno all’isola”. “E’ stato colto – prosegue lo scrittore, il cui “Quattro indagini a Makari” Sellerio sta di nuovo pubblicando – lo spirito di una Sicilia che non disperata, in cui vivono tensioni moderne e contraddizioni del nostro tempo. Poi, siamo in presenza di un’isola con forti polarizzazioni, questi elementi straripano”, in un braccio di ferro tra modernita’ e tradizione. Ovvero, spiega Savatteri, tra “Piccionello, un premoderno, animato da una sapienza antica, e Lamanna, un post moderno sempre connesso, internauta, informato”. Ovvero, ancora, tra Montalbano e il suo nipotino. (AGI)