Sicilia in giallo, ristoratori “pronti a nuova sfida”

“E’ il momento in cui dobbiamo impegnarci al massimo per riprenderci, non ci sono piu’ alibi. Perche’ il massacro c’e’ stato e noi ristoratori non dobbiamo piu’ subirlo, questa ora e’ la grande sfida”. Mentre calano i contagi e la Sicilia torna zona gialla, cresce la speranza in una ripresa economica per bar e ristoranti che finalmente riaprono a pranzo e a cena all’aperto. Tra questi c’e’ anche lo chef Gigi Mangia, titolare di un noto ristorante in via Principe di Belmonte, a Palermo, che non nasconde il suo entusiasmo per questa nuova fase tanto attesa: “Con questa voglia di ripartire che si sente nell’aria e con un’offerta giusta da parte dei ristoratori, credo che il successo sara’ assoluto per tutti”, racconta all’AGI lo chef anche se sara’ comunque una ripresa a meta’: “Quest’anno sara’ molto difficile contare su un flusso di turisti stranieri, ci vorra’ ancora un annetto per riprendere quella fetta, ma avremo comunque tanti clienti italiani e siciliani”. Intanto si riparte da oggi con i primi sei clienti a pranzo e diverse prenotazioni per tutta la settimana: “Oggi e’ stato emozionante perche’ le prime persone che hanno varcato la soglia del locale erano felici e hanno voluto brindare con noi alla riapertura”.

Rimane tuttavia il nodo del coprifuoco alle 22 anche se per Gigi Mangia “non costituisce un problema reale, le persone si abituano e comunque non pensiamo di chiudere tra pranzo e cena”, mentre altra nota dolente sono i ristori in ritardo: “In tutto ci spettano 15mila euro – puntualizza – e ne abbiamo ricevuto poco piu’ della meta’ meta’, e’ nulla rispetto al calo del fatturato di oltre l’85 per cento che abbiamo registrato dal marzo dello scorso anno. Ma non importa, oggi la priorita’ e’ accompagnare le aziende nella ristrutturazione del debito e nel creare nuovi posti di lavoro – aggiunge – noi per esempio stiamo assumendo tre persone perche’ ora facciamo pure servizio ai tavoli”. Tanto ottimismo traspare anche dalle parole di Giuseppe Bonomo, della enoteca Buttice’ che oggi parla quasi di una “festa nazionale”: “Abbiamo gia’ registrato il tutto esaurito per stasera – racconta – e tutto fa sperare in una grande ripartenza per dimenticare questi ultimi 15 mesi e non subire piu’ chiusure e perdite. Inutile pero’ farsi illusioni – ammette – di certo non potremo recuperare quanto perso dal marzo del 2020, ma almeno speriamo di far quadrare i conti”. Eppure lo scorso anno il calo e’ stato ‘soltanto’ del 33 per cento di fatturato, mentre “nel 2021 abbiamo gia’ superato questa soglia”. Se non un disastro, “si parte dalle macerie” e non si puo’ dimenticare quanto e’ accaduto. A partire dai mancati aiuti alle imprese: “Il governo Conte ha piu’ o meno mantenuto le promesse mentre il nuovo esecutivo e’ in ritardo. Ma piu’ che di ristori il nostro settore ha bisogno di rateizzazioni su contributi e tasse non versati. Chi piu’ chi meno – conclude – abbiamo dei conti da sanare”. (AGI)