16 Giugno 2024
CronacaPalermo e Provincia

Mafia, usura ed estorsioni: 10 arresti tra Bagheria, Ficarazzi e Villabate

I carabinieri di Bagheria (Pa) e del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza hanno tratto in arresto 10 persone, di cui 9 in carcere e 1 agli arresti domiciliari, in esecuzione di un provvedimento applicativo di misura cautelare emesso su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Altre 11 persone sono indagate a piede libero. I militari, nell’ambito dell’operazione “Araldo”, hanno proceduto al sequestro preventivo di quote di una societa’, un locale commerciale adibito a laboratorio e relativo terreno e un bar-tavola calda di Villabate (Pa) con annesso chiosco, per un valore complessivo di circa 500.000 euro.

I reati contestati sono, a vario titolo, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al delitto di usura ed estorsione aggravate dalla metodologia mafiosa e trasferimento fraudolento di valori. L’attivita’ investigativa, iniziata nell’aprile 2018, ha accertato l’esistenza di un sodalizio dedito all’usura tra i Comuni di Bagheria (Pa), Ficarazzi (Pa) e Villabate (Pa); permesso l’individuazione delle vittime, costrette a rivolgersi ai soggetti per poter ricevere dei prestiti con un tasso usuraio variante. Tassi che, a seconda degli episodi, variavano dal 143 per cento annuo e raggiungevano anche il 5.400 per cento annuo. Alle vittime, inoltre, la restituzione della somma di denaro prestata veniva richiesta mediante violenza o minaccia, a titolo di compendio estorsivo; consentito di accertare che le attivita’ illecite venivano svolte con metodologia mafiosa, atteso che i sodali evidenziavano alle vittime la provenienza mafiosa del denaro oggetto di finanziamento, con il chiaro intento di incutere timore e di garantirsi la restituzione degli importi pattuiti. L’organizzazione criminale, con la collaborazione di una funzionaria in servizio presso la societa’ “Riscossione Sicilia spa” che avrebbe fornito illecitamente notizie riservate relative alle posizioni debitorie di numerosi soggetti.

Tra gli episodi estorsivi, sarebbe emerso anche il coinvolgimento di Giuseppe Scaduto, classe ’46, gia’ capo del mandamento di Bagheria (Pa) e all’epoca sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, il quale avrebbe delegato Atanasio Alcamo, classe ’76, gia’ imputato per 416-bis, entrambi destinatari della misura cautelare oggi eseguita. L’indagine, denominata “Araldo”, e’ stata avviata focalizzando l’attenzione investigativa sulla figura di un avvocato inserito nel sistema di erogazione illecita di prestiti, che, in qualita’ di legale di “uomo d’onore” alla famiglia mafiosa di Misilmeri (Pa), avrebbe assunto, ripetutamente, la veste di portavoce del proprio assistito per messaggi e direttive da diffondere fuori dall’istituto penitenziario, garantendogli la periodica comunicazione con gli altri associati e la gestione indiretta delle attivita’ imprenditoriali, fittiziamente intestate a terzi, nelle quali avrebbe investito i proventi di pregresse attivita’ delittuose.