“La proposta del governo di aumentare l’eta’ anagrafica per accedere alla misura ‘Opzione donna’ non agevola ma persiste nel penalizzare le donne nel sistema previdenziale. Gia’ la legge Fornero ne aveva innalzato l’eta’ anagrafica equiparandola a quella maschile. Quanto a Quota 100, come e’ noto, ha riguardato per l’80% gli uomini, visto che le donne, purtroppo troppo spesso, non possono avere una continuita’ lavorativa e quindi contributiva per esigenze familiari. In Italia si conferma, quindi, un sistema previdenziale completamente svantaggioso per le donne. La stessa Opzione donna e’ di per se’ comunque penalizzante perche’ calcolata esclusivamente sul sistema contributivo e consente di anticipare l’eta’ pensionistica soprattutto a quante necessitano di dedicarsi alla famiglia.
In tale contesto, il Governo sta doverosamente lavorando per riabbassare l’eta’ sotto i 60 anni (61 anni per le autonome) e 35 di contributi gia’ previsti nella Manovra 2022, ma il nostro obiettivo e’ che si superi anche la differenza tra lavoratrici dipendenti e lavoratrici autonome. Stiamo gia’ predisponendo emendamenti su questo punto, ma auspichiamo soprattutto che la riforma della previdenza, alla quale il Governo sta gia’ lavorando, presenti misure strutturali con regole certe per una seria programmazione familiare e aziendale, dove alla donna siano date opportune attenzioni”. Lo dichiara la senatrice di Forza Italia Roberta Toffanin, vicepresidente della commissione finanze del Senato e responsabile dipartimento lavoro del partito. (AGI)
