Gusto italiano: ogni regione ha il vino che si merita, in Sicilia la varietà è enorme

Con 54,8 milioni di ettolitri, l’Italia e’ il primo produttore di vino al mondo. Un primato che il nostro Paese conserva anche nelle esportazioni di questo prodotto, attestandosi come primo esportatore mondiale per volumi. Numeri da record che l’Italia ha conquistato anche grazie alla biodiversita’ dei suoi vitigni: il 75% del vigneto italiano e’ coperto da oltre 80 varieta’ di vini, piu’ del doppio del Portogallo e molti di piu’ rispetto a Francia e Spagna. Un Paese, il nostro, che ha anche il maggior numero di vitigni autoctoni e conta ben 526 vini DOCG, DOC, IGT. Tutto il territorio e’ ricco di questa eccellenza che ci ha resi famosi nel mondo, percio’ a secondo della regione in cui siamo, e’ possibile gustare un buon bicchiere di vino.

Il nord Italia e’ famoso per i suoi vini rossi: dal nebbiolo, vino rosso piemontese prodotto nelle Langhe e proveniente dall’omonimo vitigno, al barolo, 100% nebbiolo piemontese ma ottenibile mediante l’impiego di severe regole e procedure. Nonostante il Piemonte sia terra di rossi, basta fare un po’ di chilometri piu’ su e andare in Valle d’Aosta per trovare meravigliosi vini bianchi. Un vitigno molto famoso da queste parti e’ il Prie’ Blanc, che da’ vita a numerose tipologie di vini della Valle d’Aosta come il Blanc de Morgex et de La Salle, famoso perche’ le sue uve provengono dalle coltivazioni piu’ alte del continente europeo, direttamente dai vitigni Prie’ Blanc. Sotto il Piemonte, invece, troviamo i bianchi liguri, come il Pigato e il Vermentino. Non solo, pero’: nelle regione delle Cinque terre si produce anche lo Sciacchetra’, vino passito prodotto usando i vitigni di Bosco, Albarola e Vermentino con le uve proveniente dai celebri terrazzamenti, con un processo davvero unico e molto, molto faticoso.

Se ci spostiamo di poco troviamo la Lombardia dove celeberrima e’ la zona della Franciacorta, in provincia di Brescia. Qui, seguendo un rigido disciplinare, vengono prodotti i famosi vini spumanti prodotti con Chardonnay e Pinot nero, anche se e’ permesso l’utilizzo del Pinot Bianco fino a un massimo del 50%. A est, con Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto ci sono una grande varieta’ di vini, soprattutto bianchi. Da menzionare il Prosecco, prodotto in Friuli e in Veneto, il Soave, vino veneto che viene dall’omonimo vitigno e, tra i rossi, l’Amarone, vino secco e strutturato che e’ ricavato dai vitigni tipici della Valpolicella, la Corvina (45-95%), la Rondinella (5-30%) e il Corvinone (fino al 50% max in sostituzione della Corvina). Arriviamo in Toscana per ritrovare una terra di rossi con il suo Chianti, il suo Brunello di Montalcino e i suoi Super Tuscans, cioe’ quei vini rossi che non rispettano volontariamente le tradizionali regole di preparazione della regione, ma utilizzano altri tipi d’uva, specialmente cabernet sauvignon, in aggiunta o al posto del tradizionale sangiovese. Il piu’ famoso? Senza dubbio il Bolgheri Sassicaia.

L’Emilia Romagna, invece, e’ terra di Lambrusco, vino rosso (e frizzante) piu’ venduto in Italia ed esportato nel mondo. Se ci addentriamo ancora, continuano con l’Umbria e i suoi rossi, tra cui il Montefalco Rosso, composto da Sangiovese (dal 60 al 70%), e Sagrantino (dal 10 al 15%) e il Sagrantino stesso, il cui vino viene fatto con uve dell’omonimo vitigno. Dobbiamo tornare sulla costa per ritrovare i bianchi. Nelle Marche, con il Verdicchio, nel Lazio con il Frascati, prima DOCG d’Italia, senza dimenticare l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone e in Campania con la Falanghina del Sannio e il Fiano, vino bianco DOC prodotto nella localita’ di Avellino dal caratteristico profumo fruttato. In Campania, pero’, c’e’ la produzione anche di un famoso rosso: si tratta del vino Aglianico del Taburno, prodotto nella provincia di Benevento, dal colore rosso intenso e dal sapore piuttosto asciutto. Il vitigno Aglianico e’ proprio anche della zona della Basilicata dove infatti e’ famoso l’Aglianico del Vulture.

Regioni che si stanno affermando per la produzione di vini sono la Puglia con i suoi rossi da primitivo ma anche da negramaro, la Calabria con vitigni storici e antichissimi coltivati fin dai tempi della Magna Grecia tra cui il Nerello Mascalese, il Greco Nero e lo Zibibbo che danno vita a diversi vini, e il Molise, dove accanto a vitigni che abbiamo gia’ incontrato, come l’Aglianico, c’e’ l’autoctono Tintilia, vitigno a bacca nera che da’ origine ai Tintilia del Molise DOC.

Discorso a parte va fatto per le isole: in Sicilia, la varieta’ di vini e’ enorme, dai rossi, come il Nero d’Avola e il Cerasuolo di Vittoria, ai bianchi, con i suoi vitigni autoctoni come il Grillo e il Catarratto, segnati da intensi aromi di frutti tropicali. La Sardegna, invece, regala perle sia nella produzione di bianchi che di rossi come il Vermentino nel primo caso e il Cannonau nel secondo. (AGI)