”Quanto alle motivazioni del gesto si ipotizza un’atteggiamento di generica e vaga contestazione nei confronti del Sistema e delle Forze dell’Ordine, come è dato scorgere sulle pagine dei social dello stesso indagato. Il materiale probatorio raccolto deve essere ora valutato dal pm procedente e successivamente dal giudice competente, ferma restante la presunzione di innocenza per entrambi gli indagati”. Lo ha dichiarato il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, a proposito dell’inchiesta che ha portato all’individuazione dei responsabili del raid vandalico alla Scala dei Turchi. Patronaggio si è personalmente complimentato con il comandante della Compagnia di Agrigento, maggiore Marco La Rovere, per la tempestività delle indagini.
A seguito di perquisizione domiciliare e conseguente sequestro di cose pertinenti al reato, i carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento Domenico Quaranta e G. F. entrambi da Favara in quanto ritenuti responsabili del danneggiamento della Scala dei Turchi. “Come prove a carico dei due denunciati – si legge in una nota della Procura – i militari dell’Arma hanno addotto le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza dei luoghi e l’esito delle disposte perquisizioni domiciliari. Q. D. risulta pluripregiudicato con diversi precedenti giudiziari e di polizia fra i quali annovera un attentato alla metropolitana di Milano e un altro alla Valle dei Templi di Agrigento nonché un’ altra azione di danneggiamento ai danni della marna di Punta Bianca. Lo stesso Q. D. risulta essere già stato sottoposto a misura di prevenzione e da ultimo nuovamente riproposto (proposta tuttavia rigettata dal Tribunale di Palermo) ed è in atto sottoposto al divieto di avvicinamento ad Agrigento disposto dalla Questura di Agrigento”.
