Scuola siciliana divisa tra istituti aperti e dad, ed è il caos

Continua in Sicilia il caos per il rientro a scuola. L’Isola è di fatto divisa in due, tra Comuni che vedranno gli studenti rientrare in classe, e altri che hanno invece optato per la dad. I sindaci di Agrigento e Trapani, città in zona arancione, hanno diramato, di concerto con le Asp, ordinanze di chiusura. Si torna invece in aula a Palermo e a Catania. “Ma servono norme più chiare. In Sicilia le condizioni strutturali della sanità e delle aziende sanitarie non reggono all’impatto dell’aumento progressivo dei contagi”, ha detto il sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando. Nel Palermitano, scuole chiuse per un’altra settimana ad Altofonte. Qui le attività sono sospese anche nei centri socio-ricreativi e sono state annullate tutte le manifestazioni civili o religiose dove vi sia concreta possibilità di assembramento.

A Terrasini, dove si torna a scuola, il sindaco Giosuè Maniaci ha chiesto l’istituzione della zona arancione o zona rossa. “Si torna in classe – ha detto – ma non per nostra volontà. Abbiamo spiegato a tutte le istituzione che la situazione non lo consentirebbe perché ancora registriamo forte incidenza settimanale di soggetti positivi con molti bambini coinvolti. Per questo chiediamo l’istituzione della zona arancione o zona rossa”. Dall’altro lato della Sicilia, a Messina, il sindaco Cateno De Luca ha riaperto gli istituti consentendo le lezioni in presenza. Nell’Agrigentino scuole chiuse a Licata dove fino al prossimo 26 gennaio non si tornerà in classe. A Siracusa il Tar ha sospeso l’ordinanza del sindaco Francesco Italia disponendo il ritorno a scuola in presenza, come già successo a Messina, Palermo e Agrigento. (askanews)