14 Giugno 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Mafia, minacce a poliziotto penitenziario: boss agrigentino a giudizio

“Si’ un pezzu di m…. un si nuddu..”. Per queste parole, che sarebbero state pronunciate all’indirizzo di un poliziotto penitenziario all’epoca dei fatti in servizio al carcere di Agrigento, il boss di Camastra, Rosario Meli, 74 anni, e’ finito a giudizio per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale con l’aggravante del metodo mafioso. L’episodio al centro del processo, iniziato davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, risale al 14 giugno del 2018. Meli, arrestato il 7 luglio del 2016 nell’ambito dell’operazione “Vultur” che delineava il suo rinnovato ruolo (poi confermato al processo dove e’ stato condannato a 17 anni e 6 mesi in due gradi di giudizio) di capomafia di Camastra, era detenuto al carcere di Agrigento. Nei giorni precedenti, secondo quanto e’ stato ricostruito, avrebbe inoltrato all’amministrazione una richiesta di consuntivo delle somme spese all’interno della struttura carceraria. Richiesta che, a dire di Saro Meli, detto “u puparu”, non sarebbe stata evasa in maniera corretta.

“Stavo effettuando un giro della sezione – ha detto in aula Baldassare Miceli, assistente capo della polizia penitenziaria in servizio al carcere “Di Lorenzo” – quando Rosario Meli mi ha chiesto notizie della sua istanza. Chiedeva un consuntivo delle spese fatte in carcere ma gli fu rigettato. A quel punto inizio’ a reclamare, gli dissi che non potevo fermarmi a parlare con lui perche’ c’erano cinquanta detenuti che stavano rientrando dall’ora di passeggio e inizio’ a insultarmi”. Meli avrebbe, quindi, aggredito verbalmente il poliziotto penitenziario etichettandolo come “pezzo di m…”. “Mi disse che io non ero nessuno – ha detto rispondendo al pm della Dda Claudio Camilleri – e che lui era qualcuno. Non ricordo adesso di preciso le frasi perche’ sono passati 4 anni”. Il presidente del collegio Alfonso Malato gli ha letto gli insulti contenuti nella sua stessa relazione di servizio (da cui scaturisce il processo) e il poliziotto ha confermato. (AGI)