Montallegro: morto dopo 4 giorni di agonia giovane coinvolto in incidente sulla Ss115, lutto cittadino

Non ce l’ha fatta il giovane montallegrese Antonino Cinquemani rimasto gravemente ferito, nei giorni scorsi, in un incidente stradale sulla Ss 115, all’altezza dello svincolo per Ribera e Borgo Bonsignore. Il diciottenne è deceduto oggi pomeriggio all’ospedale Villa Sofia di Palermo dove ha lottato per quattro giorni tra la vita e la morte. La comunità montallegrese, domenica scorsa, si era stretta attorno alla famiglia in una fiaccolata di preghiera. Il sindaco di Montallegro, Giovanni Cirillo, ha fatto sapere che proclamerà il lutto cittadino nel giorno del funerale.

Antonino Cinquemani, conosciuto da tutti in paese anche perché spesso aiutava il padre nella sua attività di street food, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, era rimasto coinvolto in un violento scontro tra auto e moto,  le cui cause sono ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri della tenenza di Ribera, sulla strada stratale 115 in contrada Giardinello. Il ragazzo, che viaggiava a bordo di un ciclomotore Malaguti 125, era stato trasportato da un’ambulanza del 118 prima all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca e poi in elisoccorso all’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove oggi pomeriggio è morto dopo quattro giorni di agonia. Gravemente ferita nell’incidente anche una donna 45enne di Partinico che era alla guida dell’auto Volkswagen T-Cross, ora è ricoverata nel nosocomio saccense, non sarebbe in pericolo di vita.

“Non ho molte parole, e quelle che ho mi si fermano in gola, non hanno più la forza di uscire le parole, non hanno molto senso ormai. L’intera comunità ha sperato e pregato per il miracolo della vita, ma a volte il nostro volere non coincide con il progetto Divino. Un’altra giovane vita ci lascia”. Lo ha scritto su facebook il sindaco di Montallegro Giovanni Cirillo. “Possano la fede e la speranza accompagnare Irene e Liborio, due giovani genitori, stravolti in questo momento di profondo sconforto. Sono vicino a tutta la famiglia e in particolare a Giuseppe Cinquemani: Il tuo lavoro da soccorritore è stato prezioso, non lasciare che la rabbia e il dolore abbiano la migliore”.