Ucraina, Lamorgese: ”Case e aiuti ai profughi, saremo in grado di gestire crisi umanitaria senza precedenti”

“Quello che sta succedendo al popolo ucraino in queste ore dimostra che la scelta di non voltarsi dall’altra parte e’ stata giusta. Avremo contraccolpi negativi, ma andiamo avanti e saremo in grado di gestire una crisi umanitaria senza precedenti“. Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. “Stiamo compiendo uno sforzo straordinario per soccorrere un popolo travolto da una guerra – prosegue -. Fino a ieri sera erano arrivate quasi 28mila persone, perlopiu’ donne e bambini ospitati momentaneamente in casa di parenti e amici residenti in Italia. Sono stati messi in campo tutti gli strumenti ordinari dell’accoglienza di cui dispone il Viminale che fanno perno sui prefetti e sui Comuni e che, grazie all’immediato potenziamento deciso dal governo, possono contare ora su ottomila nuovi posti”. In merito ai passi da fare: “Ho chiesto di censire gli immobili confiscati alla criminalita’ organizzata che potrebbero essere immediatamente destinati ai profughi tra appartamenti e strutture alberghiere – aggiunge la ministra -, sono gia’ stati individuati 283 beni gestiti dall’Agenzia che potranno essere utilizzati dopo le necessarie verifiche di idoneita’ affidate ai prefetti, e abbiamo avviato il censimento dei beni confiscati assegnati ai Comuni e non ancora destinati”.

Per gli italiani che vogliano far parte della rete di assistenza Lamorgese sottolinea: “Stiamo mettendo a punto una piattaforma informatica nella quale, viste le tante iniziative diffuse sul territorio, far confluire le offerte di disponibilita’ di privati e associazioni del Terzo settore per l’accoglienza dei profughi”. Quanto alle proteste e agli scioperi per l’aumento dei prezzi dei prezzi dei carburanti, anche sulla mobilitazione degli autotrasportatori, Lamorgese sottolinea che si e’ “riusciti a scongiurare blocchi” e poi conclude: “Siamo consapevoli che la guerra in Ucraina continua a determinare pesanti ripercussioni economiche sulle filiere produttive e sui cittadini e quindi il ministero dell’Interno continuera’ come sempre a farsi garante del diritto di manifestare che, pero’, deve essere contemperato con la necessita’ di proteggere la continuita’ dei servizi pubblici essenziali, compreso quello dell’approvvigionamento delle merci”. (ANSA)