Acqua nell’Agrigentino, Provvidenza: ”Criticità finanziarie Aica, molti comuni non collaborano”

Finora solo cinque comuni dell’Agrigentino – Campobello di Licata, Castrofilippo, Grotte, Lucca Sicula e Sant’Angelo Muxaro – hanno provveduto ad effettuare il trasferimento delle somme ad Aica per un ammontare complessivo di euro 549.077,90 a fronte dei 10 milioni di euro che la Regione Siciliana aveva concesso in prestito, con relativi interessi, ai comuni per sostenere l’avvio del funzionamento della nuova società consortile. Gli altri ventuno Comuni, e precisamente Aragona, Calamonaci, Caltabellotta, Canicattì, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Comitini, Favara, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Ravanusa, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Sciacca e Villafranca Sicula, alla data del 31/12/2021 non risulta presentata l’istanza di erogazione delle somme.

“Si deve, purtroppo, rilevare come diverse Amministrazioni hanno manifestato di fatto un percorso di mancata e reale collaborazione finalizzata al successo di una gestione pubblica del servizio idrico integrato”, si legge in una lettera che il presidente dell’Assemblea dei Sindaci Alfonso Provvidenza ha inviato a tutti i sindaci soci di Aica. “Si richiama, a mero titolo di esempio, la nota acquisita al ns prot.1115 del 10/01/2022 a firma del Sindaco del Comune di Licata, peraltro ancora l’unico Comune a non avere versato le quote sociali, che continua a manifestare perplessità sulle modalità della nascita di Aica e sulla stessa esistenza dell’azienda. Si aggiunge la mancata adesione all’Azienda dei Comuni di Lampedusa e Camastra rappresentata all’Ente di Governo dell’Ambito e alla Regione Siciliana per gli adempimenti consequenziali. Come Presidente dell’Assemblea dei Sindaci non posso che manifestare rammarico per le diverse inosservanze degli Enti soci che aggravano l’attuale situazione di Aica. Già più volte è stato rilevato che le erogazioni straordinarie normate dal Parlamento siciliano hanno la fondamentale funzione di superare lo squilibrio finanziario che connota tutte le aziende nella fase di start-up.
L’assenza di un adeguato stock iniziale di risorse finanziarie determina rilevanti difficoltà con particolare riferimento ad una efficace attività di manutenzione ordinaria delle reti, spesso lamentata proprio da quei Comuni che non provvedono al suddetto trasferimento.
La situazione è aggravata dal disequilibrio economico generato, principalmente, dal noto aumento dei costi dell’energia che tende ad erodere tutti gli sforzi compiuti in questi primi mesi dall’azienda. La normalizzazione della gestione richiede altresì, l’istituzione del controllo analogo e della consulta delle associazioni al fine di garantire una maggiore partecipazione degli stakeholders; anche tali questioni tardano inspiegabilmente a concretizzarsi”.