Giorgia Meloni lancia l’opa sul centro-destra, ma vero scontro infiamma in Sicilia

Il terreno di scontro vero, nel centrodestra, e’ la Sicilia, mentre al Nord Giorgia Meloni sfida con un’opa sulla coalizione nella loro casa lombarda Berlusconi e Salvini. E quest’ultimo rilancia una Pontida in pieno stile leghista della prima ora, proprio mentre la leader di Fdi (partito forte al Sud) si mette il doppiopetto blu da candidata premier nella sua kermesse all’americana. Ma le sorti della coalizione, in questo momento, in realta’ si decidono nell’isola della Trinacria. Dove a credere nell’unita’ del centrodestra sono rimasti gli ultimi pontieri, confidando che mancano quindici giorni scarsi per la presentazione delle liste per le comunali di Palermo e Messina. Ma in molti ritengono la frattura nella coalizione cosi’ profonda che difficilmente si potra’ sanare: la scelta di FdI di sostenere Roberto Lagalla ha sancito la spaccatura con Lega e Forza Italia, che appoggiano Francesco Cascio. “A questo punto Cascio potrebbe ritirarsi solo se glielo chiede Berlusconi”, e’ la considerazione dei pontieri che si annidano dentro Fi e Carroccio. ”

Io, come altri candidati, ho fatto un gesto di responsabilita’ facendo un passo indietro dopo una campagna elettorale avviata, un programma definito e delle liste a me collegate gia’ pronte – dice Francesco Scoma, deputato della Lega – Non ho rinunciato alla corsa per per vedere vincere Franco Miceli (candidato c.sinistra) e lasciare la citta’ abbandonata al suo declino per altri cinque anni”. Quindi il messaggio non tanto velato: “Ora e’ chiaro che tutti possono fare un passo indietro e compiere ogni sforzo per cercare una sintesi che possa unire tutto il centrodestra: spero che prevalga il buon senso, quello che solo in pochi hanno saputo di dimostrare in queste settimane in cui la politica si e’ allontanata altri anni luce dai problemi della citta’ e dei suoi cittadini”.

Ad avere piu’ di un problema sono i cosiddetti big locali, quelli che muovono migliaia di voti e che malconvivono con le divisioni. In questo quadro, il centrosinistra pregusta il vantaggio. “Se noi avessimo dovuto seguire il centrodestra avremmo dovuto mettere in campo 8-10 candidature – ha ironizzato il leader del Pd Enrico Letta, a Palermo a sostegno di Miceli – Io sono molto contento del lavoro fatto qui dal partito, che ci porta a essere fortemente competitivi per vincere a Palermo e Messina, e preparare le elezioni regionali d’autunno”. (ANSA)