“Quanto agli interventi sulle pensioni, si tratta di scelte che allontanano di nuovo dall’obiettivo di mettere in sicurezza la spesa previdenziale italiana, senza arrecare alcuna utilita’ – come gia’ attestato dai numeri – in termini di ricambio generazionale e accesso dei giovani al mercato del lavoro”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso della sua audizione in Commissione Bilancio sulla manovra economica. “Anche in questa occasione, infatti, si procede alla definizione – ha aggiunto – di una nuova eccezione alle regole, nella formula di una quota pensionistica fissata a 41 anni di contribuzione e 62 di eta’ (“quota 103”). Il Governo, dunque, si limita a individuare, senza alcuna connessione – ad esempio – con la gravosita’ dell’attivita’ lavorativa, una platea di lavoratori cui riservare requisiti agevolati per il pensionamento, determinando peraltro un impatto rilevante sui conti pensionistici: 570 milioni nel 2023 e 1,2 miliardi nel 2024. Inoltre, come per quota 100 (per cui il tasso di sostituzione tra ingressi e uscite e’ stato stimato attorno a 0,4), vi e’ il piu’ che fondato rischio che l’introduzione di questa nuova quota non rispondera’ alla necessita’ di allargare la base occupazione e favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro “. (AGI)
