22 Febbraio 2024
ItaliaPolitica

Pensioni, Sbarra: ripristinare requisiti Opzione donna

 “Il dato pubblicato oggi dall’INPS nell’Osservatorio sui flussi di pensionamento certifica ancora una volta che le Pensioni delle donne rimangono basse. In prevalenza le donne vanno in pensione con la vecchiaia perche’ hanno pochi contributi a causa delle carenze del mercato del lavoro e dei servizi alla famiglia, di conseguenza vanno in pensione piu’ tardi e con assegni decisamente piu’ bassi rispetto agli uomini di circa il 30% e anche se guardassimo al reddito pensionistico delle donne, cioe’ alla somma di piu’ Pensioni, la percentuale in riduzione non cambierebbe molto”. E’ quanto sottolinea il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra in una nota. “In questa situazione la Cisl ribadisce che e’ necessario rafforzare le politiche del mercato del lavoro che sostengono l’occupazione femminile, sostenere la contrattazione che agevola la conciliazione tra vita e lavoro e favorisce una migliore ripartizione delle responsabilita’ familiari sviluppando i servizi alla famiglia. Le donne, pero’ – sottolinea Sbarra – devono essere maggiormente aiutate anche sul versante delle regole previdenziali dal momento che sono state molto penalizzate dalle riforme pensionistiche degli ultimi 30 anni.

La Cisl chiede pertanto che sia ripristinata la possibilita’ di andare in pensione con Opzione donna con 58/59 anni di eta’ e 35 anni di contributi senza altre condizioni. La riduzione dell’assegno con questa forma di pensionamento e’ rilevante, come attesta anche il dato INPS che nel 2021 ha visto oltre la meta’ delle Pensioni con Opzione donna inferiori a 500 euro al mese. Si tratta, quindi, di una scelta che le lavoratrici devono ponderare con grande attenzione considerato l’impatto che ha sul reddito ma, proprio per questo, e’ importante conservare questa possibilita’ di pensionamento anticipato”. “Inoltre – conclude Sbarra – per la Cisl e’ importante consentire alle lavoratrici madri un anticipo dei requisiti pensionistici di 12 mesi per figlio e in via generale arrivare al riconoscimento previdenziale dei lavori di cura”.(AGI)