Mafia, uccisa a Montreal Claudia Iacono originaria di Cattolica Eraclea: è la nuora del boss Moreno Gallo

E’ originaria di Cattolica Eraclea la vittima di quella che sembra una nuova faida di mafia a Montreal, in Canada. Si chiama Claudia Iacono, 39 anni, è stata uccisa cinque giorni fa con sei colpi di pistola poco dopo essere entrata nella sua auto ferma nei pressi del salone di bellezza che gestiva. La donna, madre di due figli e influencer sui social, era la moglie di Anthony Gallo, figlio del boss della mafia italo-canadese Moreno Gallo, “che era una figura molto influente – si legge sul Corriere della Sera – della malavita calabrese nella città del Quebec prima che, dieci anni fa, venisse ucciso in Messico , a distanza di tre anni dall’omicidio di Nicola Rizzuto, fatto fuori da un cecchino, mentre era in casa. Il collegamento tra gli omicidi dei due boss Rizzuto e Gallo per gli inquirenti canadesi era evidente, visto che Rizzuto organizzò «l’acquisizione siciliana,» nel 1978, della mafia di Montreal dall’organizzazione Cotroni, i cui membri provenivano dalla Calabria, cosa che generò dissidi.

Al vaglio tutte le ipotesi
Almeno sei i colpi di pistola esplosi. Una esecuzione. Claudia Iacono, quasi 37 mila follower su instagram, era nota per il suo marchio di bellezza Deauville. Ma, ancor di più, perché era appunto la nuora del boss Moreno Gallo, boss calabrese un tempo tra i più fedeli alleati del padrino Vito Rizzuto. La polizia canadese sostiene che dai rilievi appare che chi ha sparato non fosse un sicario professionista e che l’omicidio è avvenuto in pieno giorno e non risponde alle dinamiche della criminalità organizzata, e per questo resta aperta l’ipotesi che la pista della sua morte possa anche essere ricercata altrove.

Riaperti gli equilibri tra i clan
La polizia canadese – si legge sul Corriere della Sera – ha avviato le indagini e si parla, secondo i media locali, di un sicario in fuga. Certamente l’omicidio di una donna di mafia, moglie di Anthony Gallo, figlio del boss calabrese, ha acceso più di un faro sugli equilibri “ballerini” della criminalità organizzata canadese. Poco meno di due mesi fa, sempre a Montreal, almeno due sicari hanno tentato di uccidere Leonardo Rizzuto, figlio del boss Vito, scampato miracolosamente ad un agguato rimanendo ferito a spalla e torace. Il timore, anche se al momento è presto per fare considerazioni del genere, è che l’omicidio di Claudia Iacono possa rientrare in una guerra già cominciata tra calabresi e siciliani. Così come lo era stato già a partire dalla fine degli anni 70 per poi proseguire fino ai primi anni duemila. L’importanza e la ferocia della presenza mafiosa in Canada fu già intuita negli anni 80 da Giovanni Falcone, che aveva intuito l’importanza nel Paese nord-americano di clan storici come i Cuntrera-Caruana. Ad essi nel tempo si è affiancata la ‘ndrangheta, estremamente abile nel costruire reti impremeabili alle collaborazioni di giustizia.

La guerra tra siciliani e calabresi
Chi era Moreno Gallo, di cui era nuora la vittima? Originario di Rovito, provincia di Cosenza, era considerato uno dei più fedeli alleati della famiglia Rizzuto quando quest’ultima, da Cattolica Eraclea, conquistò il potere nell’intero Canada soppiantando le famiglie di ndrangheta guidate da Cotroni e Violi. Fino allo scoppio di una nuova sanguinosa guerra tra siciliani e calabresi che portò, nel giro di poco tempo, agli omicidi del figlio e del cognato di Vito Rizzuto, nel frattempo in carcere, e del patriarca Nicola “Zio Cola” Rizzuto. Quest’ultimo ucciso il 10 novembre 2010 da un cecchino mentre stava pranzando in casa. Una data non banale, proprio nella fase in cui Moreno Gallo è sospettato di aver tradito i Rizzuto e di esser passato dall’altra sponda. Il 10 novembre 2013, a tre anni esatti di distanza dall’omicidio di Nicolò Rizzuto, Moreno Gallo viene ucciso nel ristorante Forza Italia di Acapulco, in Messico. Si era rifugiato lì in attesa di fare rientro in Canada. Non aveva fatto i conti con la scarcerazione di Vito Rizzuto, il capo dei capi della mafia canadese, uscito di galera il 5 ottobre 2012. Rizzuto, prima di morire di cancro in ospedale (dicembre 2013), riprende in mano il controllo degli affari e compie la sua vendetta: nel giro di un mese muoiono i grossisti della droga Emilio Cordileone, Tony Gensale e Mohamed Awada, tutti sospettati del rapimento e della sparizione di Paolo Renda, cognato di don Vito; in pochi giorni vengono uccisi Joe Di Maulo, Dominic Facchini, alleato del rivale di Rizzuto Giuseppe De Vito. Salvatore Calautti, sospettato di essere il cecchino che ha sparato al vecchio don Nick Rizzuto, viene ucciso a una festa di addio al celibato davanti a 500 persone. Vendetta che varca anche i confini del Canada e si manifesta in tutta la sua ferocia alle porte di Palermo dove Fernandino Pimentel e Juan Ramon Paz Fernandez, due trafficanti che avevano tradito i Rizzuto, vengono ritrovati bruciati in una discarica”.