21 Febbraio 2024
CronacaTrapani e Provincia

Corruzione, arresto Safina: inchiesta partì dopo incendio di impianto rifiuti Trapani Servizi

Concorsi truccati, nomine in cambio di favori, gare pubbliche pilotate: gli “ingredienti” sono quelli classici delle inchieste per corruzione. Protagonisti un deputato regionale Pd, Dario Safina, due dirigenti e un consulente della municipalizzata che si occupa di gestione e raccolta dei rifiuti in città e un manager di una impresa del settore della pubblica illuminazione. Le accuse, a vario titolo, sono di turbativa d’asta, corruzione e comunicazione di notizie riservate. L’inchiesta, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Trapani, prende le mosse nel settembre del 2020, dopo l’incendio in un impianto di raccolta dei rifiuti della Trapani Servizi spa. La natura evidentemente dolosa del rogo spinge i militari a disporre una serie di intercettazioni a carico dell’amministratore unico pro tempore della società comunale che gestisce i rifiuti, Carlo Guarnotta. E si arriva a ipotizzare una sorta di combine volta a far rinominare Guarnotta direttore generale dopo la sua decadenza dalla carica per l’insediamento del nuovo cda.

Il piano sarebbe stato realizzato truccando il concorso che avrebbe dovuto designare il dirigente. Per aiutare Guarnotta, Rosario Bellofiore, consulente della società, avrebbe scritto l’avviso per la selezione su misura, attraverso l’inserimento di una serie di requisiti che solo il concorrente favorito aveva. Il bando, che prevedeva ad esempio che il direttore avesse lavorato almeno per tre anni come dirigente di imprese pubbliche o partecipate con almeno 110 dipendenti (la Trapani e Servizi ne aveva allora 126) era congegnato in modo tale che solo Guarnotta avrebbe potuto vincere. Al piano avrebbe partecipato anche l’allora direttore amministrativo Giuseppe Ullo. In cambio Guarnotta avrebbe promesso a Bellofiore, la conferma dell’incarico nonostante il parere negativo del cda. Per superare le perplessità del sindaco di Trapani Tranchida sarebbe intervenuto Safina, all’epoca assessore ai Lavori pubblici al comune di Trapani, E il nome del deputato, che dopo la notifica degli arresti domiciliari, ha fatto sapere di essere fiducioso nella magistratura e si è autosospeso dal Pd, spunta anche in un altro capitolo dell’indagine.

Il parlamentare regionale avrebbe fatto avere a Christian Valerio, anche lui indagato, manager della Green City Light, informazioni che avrebbero fatto vincere alla sua società gare pubbliche bandite dal Comune di Trapani. In cambio avrebbe avuto 50mila euro per iniziative comunali, 10mila euro per le luminarie cittadine, quattro telecamere da installare accanto a due fontane cittadine
 per la videosorveglianza, due dispositivi di illuminazione di un’opera d’arte. “Regali” che, secondo i pm, sarebbero stati sollecitati da Safina, ora deputato regionale Pd, per “conseguire il personale vantaggio di accrescere la propria visibilità e quindi il personale consenso presso il corpo elettorale”. Al deputato si contesta anche di aver promesso l’affidamento alla impresa, al di fuori di ogni procedura concorsuale, dei lavori di rifacimento dell’illuminazione di due impianti sportivi. Oltre a Safina e Guarnotta, l’uno ai domiciliari, l’altro con il divieto di dimora, sono indagati Bellofiore, Ullo, direttore amministrativo della municipalizzata, anche lui con il divieto di dimora, e Christian Valerio a cui è stata notificata la misura interdittiva della sospensione dall’attività di impresa. (ANSA)