28 Febbraio 2024
Palermo e ProvinciaPolitica

Scuola, rapporto Legambiente: ”In Sicilia situazione sconcertante”

“In Sicilia la situazione delle scuole è sconcertante: pochissimi investimenti per manutenzioni ordinarie e straordinarie negli edifici, nessuna nuova scuola costruita politiche green inesistenti, come l’efficientamento energetico o la bioedilizia”. Lo dice Maria Zammito, del coordinamento Legambiente Sicilia per scuola e formazione, commentando i dati delle scuole siciliane contenuti nel XXIII rapporto ecosistema scuola di Legambiente sulla qualità degli edifici e servizi scolastici, riferito al 2022.

Secondo lo studio degli ambientalisti, gli edifici scolastici posti in zona sismica 1, relativi ai comuni di Belluno, Benevento, Isernia, Ragusa, Siracusa e Vibo Valentia sono 150, tra questi 40 risultano progettati o adeguati alla normativa tecnica di costruzione antisismica. Messina, in zona, non ha fornito dati, così come Palermo, tra quelle in zona 2. In Sicilia, solo a Ragusa tutti gli edifici scolastici usufruiscono del servizio scuolabus, mentre è Caltanissetta l’amministrazione che garantisce la più alta percentuale di accessi gratuiti al servizio mensa, rispetto al totale beneficiari.

Sul versante del risparmio energetico, inoltre, nel XXIII rapporto ecosistema scuola di Legambiente sulla qualità degli edifici e servizi scolastici, Messina, Palermo, Trapani sono state “rimandate”, perché non hanno fornito dati sugli impianti di energia rinnovabile nelle scuole; Agrigento bocciata per non avere impianti di energia rinnovabile nelle scuole. Caltanissetta, invece, è fra le città con la maggior presenza di edifici scolastici con impianti di energia rinnovabile. Inoltre, in Sicilia nessun edificio scolastico è stato costruito secondo i criteri della bioedilizia.

“Un vero peccato perdere l’occasione costituita dai fondi del Pnrr – aggiunge Zammito – A guardare i dai raccolti appare chiaro come le politiche per la scuola non stiano esattamente al primo posto nei programmi degli amministratori locali. E a pagare il conto sono i nostri ragazzi”. (ANSA)