21 Febbraio 2024
Agrigento e ProvinciaCultura & Società

Dell’Utri: manoscritto originale del Mastro Don Gesualdo di Verga nella biblioteca che sto costruendo ad Agrigento

“No, oggi non ci vado alle celebrazioni” per i trent’anni dalla fondazione di Forza Italia. Così Marcello Dell’Utri in un’intervista al quotidiano ‘Il Foglio’. Cosa resta di Silvio Berlusconi? “Le ceneri”. Poi aggiunge: “Resta un partito che vive nel suo nome e resta un’azienda che, questa sì, è saldamente in mano ai suoi figli. E funziona”. Alla domanda se sia stato invitato alle celebrazioni, Dell’Utri risponde: “Mi hanno invitato, sì. Mi ha telefonato Maurizio Gasparri. Ma che cosa vuole che si dica in una giornata come questa? Quali parole sarebbero adatte? Solo il silenzio. Io avrei organizzato una giornata di silenzio. E poi non sono stati invitati tutti i veri fondatori di Forza Italia, gli uomini di Publitalia: Miccichè, Ghigo, Galan per citare i primi che mi vengono in mente. Non vado anche per rispetto nei confronti di queste persone. Quelli che c’erano sul serio”. “Con parte del legato che mi ha lasciato Silvio” da 30 milioni “ho comprato il manoscritto originale del ‘Mastro Don Gesualdo’ di Verga. Sarà esposto nella biblioteca siciliana che sto costruendo ad Agrigento”, confida. Cos’è Forza Italia oggi? “Un bel marchio – sottolinea – che ricorda Silvio Berlusconi”.

Alle elezioni europee, il partito azzurro “è tanto se terrà. Ma non crescerà come pensano alcuni dirigenti. Ci sono persone che la voteranno, sì. Perché è ancora vivo il ricordo di Silvio. Ma nulla più”, prosegue. Antonio Tajani è “l’unico che era rimasto disponibile e spendibile in quel partito. E poi è anche uno storico. C’era dall’inizio. E ha fatto la sua dignitosissima carriera nelle istituzioni”. Alla domanda se l’erede di Berlusconi in politica sia Giorgia Meloni, Dell’Utri replica: “In qualche modo. È stata ministra di un governo di Silvio”. Il consiglio? “Continuare a essere se stessa. Che è la sua forza. Lei non si atteggia, non copia un modello straniero. Se Silvio fosse ancora qui tra noi penso che suggerirebbe a Meloni di fare un partito unico del centrodestra” per “costruire quella cosa che Silvio non è riuscito a fare con il Pdl, perché era un genialissimo impolitico”. (LaPresse)