Nell’inchiesta della Guardia di finanza di Messina e’ finito agli arresti domiciliari anche Maurizio Croce, che dirige la struttura commissariale per il dissesto idrogeologico, candidato a sindaco di Messina nelle ultime elezioni, attualmente consigliere comunale di Messina. L’inchiesta ha portato all’esecuzione di due misure ai domiciliari ed una misura interdittiva della capacita’ di contrarre con la Pubblica amministrazione. Sono indagati, a vario titolo, per una serie di fatti corruttivi relativi all’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti, promossi dal Commissario di governo contro il dissesto idrogeologico per la Regione Sicilia. L’indagine ha preso il via da un controllo disposto dal Prefetto presso il cantiere dei lavori di “riqualificazione ambientale e risanamento igienico dell’alveo del torrente Cataratti – Bisconte e opere varie nel Comune di Messina”.
E’ una storia di costosi orologi, lavori edili in abitazioni private e mazzette quella portata alla luce dalla Guardia di Finanza di Messina sfociata in due arresti e nella misura interdittiva nei confronti di un imprenditore. Vicende emerse dall’inchiesta cominciata con accertamenti sul cantiere per i lavori di risanamento e riqualificazione dell’alveo del torrente Cataratti – Bisconte. Ai domiciliari oltre a Maurizio Croce, commissario di governo contro il dissesto idrogeologico e consigliere comunale di Messina ed ex candidato a sindaco e’ finito anche Francesco Carmelo Vazzana mentre la misura interdittiva della capacita’ di contrarre con la Pubblica Amministrazione e’ stata notificata all’imprenditore Giuseppe Capizzi sindaco di Maletto. L’indagine ha preso il via proprio dal controllo disposto dal Prefetto di Messina presso il cantiere dei lavori di “riqualificazione ambientale e risanamento igienico dell’alveo del torrente Cataratti – Bisconte e opere varie nel Comune di Messina”. (AGI)

