15 Luglio 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Mafie, Dia: nell’Agrigentino ”patto” tra Cosa nostra e Stidda

”Nella provincia di Agrigento si conferma la coesistenza di cosa nostra e della stidda, due realtà mafiose storicamente radicate nel
territorio, sempre pronte all’individuazione e spartizione delle attività criminali da perpetrare sul territorio. In particolare, il Procuratore della Repubblica di Palermo afferma che “oggi registriamo la nuova presenza di esponenti della vecchia organizzazione
criminale e di nuovi soggetti che si avvicinano al fenomeno «stiddaro» per ricostruire un’organizzazione in qualche modo dialogante
con cosa nostra”.  E’ quanto si legge nell’ultima Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia relativa al primo semestre 2023, presentata stamane a Roma.

La relazione prosegue: “In tale contesto criminale, inoltre, risulterebbero attivianche alcuni gruppi organizzati su base familiare, quali lefamigghiedde e i paracchi che, operano autonomamente rispetto a cosa nostra e alle consorterie stiddare.

Cosa nostra agrigentina, basata sulla storica suddivisione mandamentale (risulterebbero 7 mandamenti: AGRIGENTO,
BURGIO, SANTA MARGHERITA DI BELICE, SANTA ELISABETTA, CIANCIANA, CANICATTÌ e PALMA DI
MONTECHIARO, nel cui ambito opererebbero 42 famiglie) e ancorata alle tradizionali regole mafiose, continua comunque a
rivestire un ruolo di supremaziasul territorio, in connessione con le omologhearticolazioni mafiose catanesi, nissene, palermitane,
trapanesi e di oltreoceano. Assunto questo confermato, oltre che da pregresse attività investigative dagli esiti dell’operazione “Xydy”, del 2021 e incentrata sul mandamento di Canicattì (AG), dalla quale sono emersi “…continui e strettissimi…” contatti tra alcuni esponenti di quel
mandamento con sodali di altre province siciliane, finalizzati alla organizzazione e alla gestione di lucrosi affari”.

”Nel tempo si sarebbe evidenziata inoltre una sorta di “emigrazione criminale” agrigentina verso l’Europa (Paesi del nord Europa,
con particolare riguardo a Germania101 e Belgio102) e verso il continente americano e canadese103, con la tendenza di ricostruire in
territorio straniero aggregati delinquenziali che mantengono legami con quelli locali. Al riguardo il 17 marzo 2023 a Montreal
(Canada), è stato ferito un esponente di vertice del clan RIZZUTO, i cui componenti risulterebbero originari della provincia di
Agrigento, evento che potrebbe essere sintomatico di una faida tesa al controllo degli interessi economici in quello Stato.
Nel periodo in esame si sono registrate diverse attività di polizia giudiziaria inerenti il traffico di stupefacenti ed eventi estorsivi.
Al riguardo, nei comuni dell’agrigentino (Palma di Montechiaro, Favara, Canicattì, Ravanusa e Licata), l’11 gennaio 2023 i
Carabinieri, nell’ambito dell’operazione “Condor”104, hanno disarticolato un’associazione di tipo mafioso dedita alle estorsioni
e al traffico di droga. L’indagine ha consentito di evidenziare lo stretto legame tra cosa nostra e stidda105. Le attività, che hanno
visto il coinvolgimento anche di soggetti gravitanti in territori di “competenza” del mandamento di Agrigento, hanno ricostruito
il tentativo di cosa nostra di Palma di Montechiaro (AG) di espandere il proprio potere mafioso anche su altri territori nel settore
agro-alimentare106 e di fronteggiare l’espansione di un gruppo criminale di matrice stiddara che, approfittando delle incessanti
attività investigative che avevano portato alla condanna di numerosi appartenenti a cosa nostra, si era mosso fino a quel momento
sottotraccia implementando i propri ranghi ed estendendo le proprie attività criminali. L’indagine, che ha tra l’altro disvelato
la capacità dell’organizzazione di assumere il controllo del settore delle slot machines e degli apparecchi da gioco, ha evidenziato solidi rapporti tra il vertice della famiglia mafiosa di Palma di Montechiaro e la ‘ndrina107 di Platì (RC), consentendo inoltre di
documentare l’esistenza di una associazione dedita al traffico di stupefacenti operante nei territori di Palma di Montechiaro,
Licata e Palermo e diretta da un soggetto appartenente alla stidda. Infine, è emerso che parte degli importi scaturiti dalla c.d.
“messa a posto” venivano distribuiti alle famiglie dei detenuti.

L’operazione “Levante”108, conclusa dai Carabinieri il 15 febbraio 2023, ha interessato i comuni di Lampedusa e Linosa, Favara
(AG), Catania, Gioiosa Marea(ME)ed ha consentito di sottoporreafermo di indiziato di delitto 11 soggetti, ritenuti responsabili
di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Il provvedimento scaturisce da una attività d’indagine avviata agli inizi del mese
di luglio 2022 nel corso della quale venivano rinvenuti e sequestrati circa 25 kg di cocaina. I soggetti sono ritenuti responsabili di
trasporto, detenzione e svariate cessioni di droga sia a Lampedusa che nelle piazze agrigentine e del catanese.
Il 21 febbraio 2023, l’operazione “Hybris”109, conclusa dalla Polizia di Stato, ha consentito di trarre in arresto 26 soggetti, ritenuti
responsabili diassociazionea delinquere finalizzataal traffico di droga. Leattivitàinvestigative, chesono scaturiteaseguito di due
tentati omicidi110nei confrontidialtrettantisoggettilicatesi,hannopermessodiaccertarel’esistenzael’operativitàdiun’associazione
criminale armata, con ramificazioni a Catania, Caltanissetta e Gela (AG), costituita da numerosi soggetti aventi ruoli e compiti
differenti, tutti funzionali a una sistematica, organizzata e continuata attività finalizzata all’importazione, al trasporto, alla
cessione di cocaina. La base operativa del sodalizio eraa Licata(AG). Lastruttura organizzativaerain grado di garantire continuità
alle attività criminali anche quando taluni dei suoi componenti venivano tratti in arresto nonché di rimodularsi in occasione di
qualsivoglia difficoltà operativa. In particolare, sono stati accertati i legami fra il sodalizio in argomento e cosa nostra operante a
Licata (AG).

Il 22 maggio 2023 la Polizia di Stato di Agrigento ha tratto in arresto un “corriere”, residente a Realmonte (AG), trovato in
possesso di oltre 30 kg di cocaina.
Le investigazioni poste in essere nel semestre, hanno confermato l’interesse di cosa nostra agrigentina111 al settore degli appalti e
dei pubblici servizi. Inoltre, nel periodo attenzionato si sono registrati eventi di presumibile natura intimidatoria112, nonché episodi di violenza113.
Nell’ambito della criminalità mafiosa contrasti potrebbero derivare dal ritorno in libertà di anziani e carismatici uomini d’onore
pronti a ripristinare il loro vecchio potere.
Sul fronte della prevenzioneamministrativaèstatasviluppata una considerevolesinergiaistituzionale che ha permesso al Prefetto
di Agrigento diemettere nel primo semestre 2023 n.8 provvedimentiantimafiainterdittivi114 nei confronti dialtrettanteimprese.
Infine,sirammenta chenel corso deltempo sulterritorio della provinciaagrigentinaèstatariscontrata,altresì, la presenza disodalizi
stranieri, perlo più maghrebini,egizianierumeni, “tollerati” dalla mafia in quanto deditiailleciti non di diretto interesse mafioso
quali il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina115, il riciclaggio di materiale ferroso, lo sfruttamento della prostituzione e
lo spaccio al dettaglio di stupefacenti”.