Non solo racket e intimidazioni. Tra le attività dei clan agrigentini sgominati nell’inchiesta di oggi c’era soprattutto la droga. Gli esponenti di vertice delle famiglie mafiose di Porto Empedocle e Agrigento-Villaseta hanno diretto e promosso due distinte bande dedite al traffico di sostanza stupefacente “che hanno acquisito, in piena sinergia tra loro, il monopolio i questo settore criminale – evidenziano i carabinieri – nella provincia di Agrigento”.
Entrambi i clan hanno dimostrato di possedere “una non comune capacità di approvvigionamento” attraverso contatti e rapporti commerciali non solo con la criminalità delle altre province siciliane ma anche con altri gruppi, sia nazionali che esteri (Belgio, Germania e Stati Uniti). Numerosissimi i trasporti di droga e le cessioni di questi carichi ad altri gruppi criminali per la successiva vendita al dettaglio. Nel corso dell’indagine, infatti, sono stati sequestrati oltre cento chili di hashish e oltre sei chili di cocaina. Nel novembre dello scorso anno, inoltre, furono sequestrati 120.000 euro in contanti in cinque pacchi sottovuoto nascosti all’interno di un’auto. (Dire)
