Con le temperature massime fino a 18 gradi nei Giorni della Merla scatta l’allarme nei campi, dove il caldo fuori stagione rischia di risvegliare le colture, esponendole poi al rischio di un ritorno del freddo. Ad affermarlo è la Coldiretti, in occasione dei tre giorni, i più freddi dell’anno secondo la tradizione, ma che invece iniziano con la colonnina di mercurio nettamente al di sopra della media del periodo. Con il caldo, tra l’altro, tendono a sopravvivere gli insetti dannosi per le colture, a partire dalla cimice asiatica, per attaccare successivamente frutta, ortaggi e cereali in primavera. A preoccupare è anche la siccità che continua ad assediare le regioni del Sud, a cominciare dalla Puglia. Negli invasi artificiali della Capitanata mancano 99 milioni di metri cubi d’acqua rispetto all’anno scorso, un quantitativo insufficiente ad arrivare all’estate; situazione critica anche in Sicilia e Sardegna.
L’assenza di pioggia è stata una delle calamità peggiori in un 2024 che, ricorda la Coldiretti, ha fatto registrare danni per 9 miliardi nei campi, falcidiando le coltivazioni dal grano alle olive, soprattutto nel Meridione. Per combattere gli effetti dei cambiamenti climatici è necessario sviluppare soluzioni innovative con la diffusione degli strumenti di Agricoltura 4.0, tema al centro della presenza di Coldiretti alla Fieragricola Tech di Verona, ma anche realizzare un piano invasi dotati di sistemi di pompaggio; il che permetterebbe non solo di assicurare l’approvvigionamento idrico durante i periodi di siccità, ma anche di ridurre gli effetti delle piogge sempre più intense, che aggravano il fenomeno dello scorrimento dell’acqua nei canali asciutti. (ANSA)

