Sono stati arrestati in Canada il presunto boss Leonardo Rizzuto, 56 anni, originario di Cattolica Eraclea (Agrigento), e almeno altri 15 affiliati al clan italo-canadese. Tra gli arrestati dell’operazione “Alliance”, ritenuta dalla polizia la più importante degli ultimi decenni, condotta con la collaborazione del killer professionista “pentito” Frédérick Silva, anche altre persone di origini cattolicesi, come Vito Salvaggio, 50 anni, insieme a Leonardo Rizzuto nel suo recente viaggio a Cattolica Eraclea durante la Settimana Santa. Vito Salvaggio considerato dalla polizia un astro nascente del clan siciliano: durante l’inchiesta Représailles tuttore in corso, sull’omicidio del capobanda Arsène Mompoint, gli investigatori della Sûreté du Québec hanno perquisito la residenza di Salvaggio e sequestrato otto telefoni cellulari e 212.000 dollari in contanti. Tra i cattolicesi raggiunti da un nuovo arresto Nicola Spagnolo, 50 anni, attualmente sta scontando una pena detentiva di tre anni per aver accoltellato un giovane con cui aveva avuto una discussione fuori da un bar; è il figlio di Vincenzo Spagnolo, assassinato nell’ottobre 2016 a Laval.

In manette anche Stefano Sollecito, 57 anni, ritenuto co-leader dell’organizzazione accanto a Rizzuto: entrambi furono arrestati per associazione a delinquere nel 2015 durante l’operazione Magot e poi assolti. Gli altri arrestati sono: Davide Barberio, 45 anni; Pietro D’Adamo, 54 anni; Michel Cliche, 54 anni; Patrick Gilbert, 51 anni; Daniele Guarna, 45 anni; Richard Larivière, 57 anni; Darius Perry, 27 anni. Cinque indagati sono ancora ricercati: Sacha Krolik, 56 anni; Pierry Philogène, 38 anni; Mario Sollecito, 54 anni; Gianpietro Tiberio, 52 anni; Jean-Ismel Zéphyr, 46 anni. Gli arresti sono stati effettuati a Montreal, Laval, Blainville, Shefford, Saint-Lazare, Repentigny, Quebec City e Rosemère.
Leonardo Rizzuto, figlio del defunto “padrino” Vito Rizzuto, e il suo entourage, sono accusati di omicidio di primo grado e associazione a delinquere. La polizia canadese sostiene che gli uomini siano coinvolti nell’omicidio di Lorenzo Lo Presti, originario di Cattolica Eraclea, e abbiano cospirato per uccidere Giuseppe Renda (anche lui di origini cattolicesi), Moreno Gallo, Antonio Vanelli, Joseph Di Maulo, Salvatore Montagna e Antonio Pietrangelo e Raynald Desjardins. Tutti gli imputati si sono dichiarati non colpevoli.
Chi è il “pentito” Frédérick Silva
L’operazione “Alliance” scatta con le dichiarazioni del killer “pentito” Frédérick Silva, condannato all’ergastolo nel 2022 per quattro omicidi: ha ammesso di aver pianificato l’omicidio del giornalista de La Presse Daniel Renaud, collabora con la Sûreté du Québec (SQ) e il Service de police de la Ville de Montréal (SPVM) dal giugno 2022. È diventato un “testimone speciale” per la polizia e gode di completa immunità per tutti i crimini confessati. Il sicario ha rilasciato dichiarazioni dettagliate su diverse decine di omicidi commessi che sarebbero stati commessi, in particolare, per conto del clan Rizzuto e degli Hells Angels. Frédérick Silva ha ammesso di aver ucciso vittime innocenti.

Il 27 marzo 2015, all’aeroporto di Trudeau, la polizia ha visto Silva accompagnare i presunti capi mafiosi Leonardo Rizzuto e Stefano Sollecito, fungendo da loro autista. Silva è stato arrestato la notte del 23 febbraio 2019, all’epoca aveva 38 anni ed era ricercato con tre mandati di arresto emessi in tutto il Canada a seguito di un omicidio avvenuto al cabaret Les Amazones di Montréal nel maggio 2017; era inoltre sospettato di essere coinvolto in un tentato omicidio nel febbraio dello stesso anno in un ristorante di Lachenaie, e poi in un omicidio a Laval nell’ottobre 2018. L’uomo era tra i 10 criminali più ricercati del Quebec; tra il 2017 e il 2019, ha trascorso la maggior parte del suo tempo da latitante; ha vissuto sotto diverse identità fittizie, tra cui quella di David Guérard e Michael Vincinni, facendosi crescere barba e capelli per ingannare la polizia. L’ex sicario è cresciuto nel quartiere di Jarry Street a Montréal ed entrato nel mondo criminale in giovanissima età. A 19 anni, l’uomo che sosteneva di essere il proprietario di un’impresa di ristrutturazioni ha ricevuto la sua prima condanna a quattro anni di carcere per rapina a mano armata.
“Possibili altri arresti”
“In futuro sono possibili altri arresti”. Lo scrive nel comunicato relativo all’operazione Alliance, che ha decapitato a Montréal il clan Rizzuto originario di Cattolica Eraclea (Agrigento), il Service de police de la Ville de Montréal (SPVM). “Il Servizio di Polizia di Montreal (SPVM) e la Sûreté du Québec (SQ) hanno inferto un duro colpo alla criminalità organizzata arrestando 11 sospettati. Questi arresti fanno parte di un’importante indagine congiunta chiamata Alliance. Questa indagine penale mira a risolvere diversi omicidi legati alla criminalità organizzata avvenuti a Montreal e altrove in Quebec”, si legge nel comunicato.
“Il progetto investigativo Alliance, iniziato tre anni fa, ha portato oggi a uno dei raid di polizia più significativi degli ultimi decenni. Tra gli arrestati figurano presunti membri influenti di organizzazioni criminali ben consolidate nell’area metropolitana di Montreal e altrove in Quebec. Le loro incriminazioni avranno senza dubbio un impatto significativo e destabilizzeranno gli ambienti della criminalità organizzata”, ha dichiarato Marc Charbonneau, Vicedirettore e Capo del Dipartimento dei Servizi Specializzati dell’SPVM.
La storia del clan Rizzuto
Il 5 giugno 2023, Francesco Del Balso, ex luogotenente del clan siciliano guidato dai Rizzuto, è stato ucciso in pieno giorno a Montreal: era stato lui a ordinare il tentato omicidio di Leonardo Rizzuto, avvenuto il 15 marzo 2023, secondo l’Ufficio Investigativo del Quebec. L’auto del boss della mafia di Montreal è stata crivellata di colpi mentre si trovava sull’autostrada 440 a Laval; colpito più volte, Leonardo Rizzuto è scampato per un pelo alla morte.

La mafia iniziò a stabilirsi a Montreal alla fine del 1910, sotto l’egida della famiglia Bonnano di New York. L’organizzazione mafiosa più potente d’America cercò di sfruttare la posizione strategica del Québec come metropoli, affidando il controllo a una famiglia calabrese locale, i Cotroni. All’epoca, i Rizzuto e i Siciliani costituivano solo una piccola fazione all’interno dell’organizzazione. Ma poi, nel 1972, il governo del Québec lanciò un attacco su larga scala alla mafia creando la Commissione d’inchiesta sulla criminalità organizzata. Indebolito, il capo della mafia di Montreal, Vic Cotroni, nominò Paolo Violi, uno dei suoi luogotenenti, ma la sua nomina non fu accolta all’unanimità. Violi non andava d’accordo con i Rizzuto. Scoppiò una sorta di guerra interna tra le famiglie che culminò nell’omicidio di Paolo Violi da parte dei Rizzuto nel 1978. L’omicidio segnò l’inizio di un cambio della guardia: i Rizzuto presero il comando.
Negli anni ’80 e ’90, la criminalità organizzata di Montreal si affermò sulla scena internazionale. Vito Rizzuto, orchestrò operazioni congiunte con altre organizzazioni criminali nel Québec e nell’Ontario. La mafia prosperò e diversificò le sue attività. Le attività commerciali legali, in particolare nel settore edile, sarebbero state create per riciclare denaro. Dopo anni di prosperità, la mafia di Montréal subì una grave scossa nel gennaio 2004, quando Vito Rizzuto fu arrestato per un omicidio avvenuto negli Stati Uniti venti anni prima a New York. Il padrino, riconosciuto leader di un consorzio di organizzazioni criminali, fu estradato negli Usa. In sua assenza, l’unità tra le varie fazioni si sgretolò. Il 22 novembre 2006, le autorità sferrarono il colpo di grazia con l’operazione “Colosseo”: 90 arrestati, tra cui il vecchio boss Nick Rizzuto, padre di Vito.
Scosso, il clan siciliano divenne un bersaglio privilegiato per i clan rivali. Gli attacchi contro i parenti del padrino aumentarono: il primogenito di Vito Rizzuto, Nicolò Jr, fu ucciso nel 2009. Lo stesso anno, suo cognato, Paolo Renda, scomparve dopo essere stato rapito per strada. Nel novembre 2010, il padre di Vito fu ucciso mentre era in casa sua da un cecchino. Al suo ritorno in Canada nel 2012, Vito Rizzuto pianificò la sua vendetta, ma morì improvvisamente di cancro nel 2013. Senza un vero capo, la mafia italo-canadese ha attraversato un periodo difficile. Gli incendi dolosi e i tentati omicidi, tra cui quello ai danni di Leonardo Rizzuto, che si sono moltiplicati negli ultimi anni, ne sono la prova. Le rivelazioni del “pentito” Silva e i nuovi arresti segnano un durissimo colpo, forse il definitivo tramonto del clan originario di Cattolica Eraclea.
Il clan Rizzuto in Italia
Il clan Rizzuto ha sempre suscitato gli interessi investigativi anche in Italia. Scrive la Direzione investigativa antimafia nella relazione semestrale relativa al primo semestre 2023. “Il 17 marzo 2023 a Montreal (Canada) è stato ferito un esponente di vertice del clan Rizzuto, i cui componenti risulterebbero originari della provincia di Agrigento, evento che potrebbe essere sintomatico di una faida tesa al controllo degli interessi economici in quello Stato”. Nella relazione della Dia, relativa al primo semestre 2021, si legge: “Nel semestre in riferimento sono proseguiti gli incontri con i rappresentanti del Royal Canadian Mounted Police relative alle attività di noti esponenti della ‘ndrangheta (famiglia Commisso) e di cosa nostra (famiglia Rizzuto) stanziati in Canada che risulterebbero in collegamento con l’Italia”. “In particolare Cosa nostra opererebbe prevalentemente nelle zone di Montreal, mentre la ‘ndrangheta a Toronto e Thunder Bay. Entrambe le organizzazioni sarebbero attive nel traffico di stupefacenti, nelle estorsioni, nell’usura, nel gioco d’azzardo, nel riciclaggio dei proventi illeciti e nell’infiltrazione nel settore degli appalti pubblici. Queste si sarebbero, nel tempo, profondamente radicate, assumendo posizioni di rilevo nella gestione degli affari criminali”.
Così nella relazione della Dia del secondo semestre 2020: “La presenza di cosa nostra in Canada, rilevata dalla Commissione Charbonneau che ha posto in risalto le relazioni di una parte dell’imprenditoria del Québec con esponenti mafiosi italo-canadesi in particolare la famiglia Rizzuto è stata negli anni confermata da altre attività d’indagine, tra le quali l’operazione Passepartout che ha evidenziato gli interessi di cosa nostra in Canada attraverso la presenza di associati ivi emigrati al fine di intraprendere e controllare nuove attività economiche”. “Riflessi sul territorio potrebbero derivare anche da un’altra faida in corso, interna alla famiglia mafiosa operante in Canada, nella provincia del Quebec, in conseguenza della quale alcuni accoliti del clan Rizzuto potrebbero lasciare quel Paese per rifugiarsi nei territori di origine”. E’ quanto si legge nella relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (prima metà del 2017).
Mafia italo-canadese, Dia: clan Rizzuto dominante a Montreal e in collegamento con l’Italia
Al clan Rizzuto è stata dedicata la serie tv “Bad Blood”, anche in italiano su Netflix: è la storia romanzata del capo dei capi della mafia italo-canadese Vito Rizzuto, un tempo a capo di una holding internazionale del crimine. Vito Rizzuto, nato nel 1946 a Cattolica Eraclea, è morto il 23 dicembre 2013 a Montreal per una malattia dopo quasi otto anni di carcere durante i quali i rivali gli avevano ucciso il figlio Nick Jr e il padre Nick Rizzuto Sr oltre che alcuni amici. Diverse le inchieste della Dia sul clan Rizzuto in Italia: l’operazione “Brooklyn” sull’infiltrazione nell’appalto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, l’operazione “Orso Bruno” sul riciclaggio di 600 milioni di dollari attraverso al Made in Italy Spa con sede di fronte a Palazzo Chigi e l’operazione “Minoa” che colpì anche i vertici delle famiglie di Cattolica Eraclea e Montallegro.

