
Boom di ultracentenari tra i borghi sicani, considerati tra gli studiosi tra le “zone blu”, dunque ad alta longevità. Viaggio a Ribera, dove il 25 e 26 novembre è in programma un evento de “Le vie del cibo della lunga vita” per celebrare l’Arancia bionda Dop. Nei video il sindaco Matteo Ruvolo e il professore Vincenzo Naselli, ricercatore di microbiologia del settore agroalimentare dell’Università Palermo tra i partner del progetto promosso dalla Smap presieduta da Giovanni Panepinto e le straordinarie testimonianze di due ultracentenari, Giuseppe Neri (108 anni) e Calogero Guddemi (102 anni).
“Il progetto Le vie del cibo della lunga vita – ha detto il sindaco Matteo Ruvolo – nasce proprio dal dato che nel comprensorio dei Sicani ci sono tanti ultracentenari, tantissimi ultra ottantenni e novantenni. Con questo progetto si intende promuovere il territorio ma soprattutto le eccellenze agroalimentari che sicuramente hanno contribuito negli anni a garantire la salute, perché i nostri prodotti hanno delle qualità salutistiche che sicuramente se fatte conoscere e portate all’attenzione di tanti potranno aiutare anche sotto questo aspetto a far vivere meglio e più a lungo i nostri concittadini”.
Una ricerca presentata nel 2023 dai medici Damiano Galimberti, Calogero Caruso e Giulia Accardi, dell’Associazione Medici Italiani Antiaging (A.M.I.A.) ha studiato i fattori modificabili dello stile di vita, come dieta e nutrizione, che potrebbero influenzare l’allungamento della vita e l’invecchiamento di successo. Già dati precedenti riportavano che in Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo, ci sono alcune località in cui si registra un’alta frequenza di centenari maschi rispetto alla media italiana. I dati attuali mostrano che nella zona dei Monti Sicani ci sono più centenari rispetto alla media italiana. Il numero di centenari risulta 4,32 volte superiore alla media nazionale (10,37 contro 2,4/10.000); il rapporto donne/uomini è di 1,1:1 nell’area di studio, mentre il rapporto nazionale è di 4,54:1. “Inequivocabilmente – hanno spiegato i ricercatori – la loro valutazione nutrizionale ha mostrato un’elevata aderenza al profilo nutrizionale mediterraneo con il consumo di alimenti a basso indice glicemico. Per raggiungere un invecchiamento di successo è consigliabile seguire una dieta con una bassa quantità di grassi saturi e un’elevata quantità di frutta e verdura ricche di sostanze fitochimiche”.
Una recente ricerca pubblicata quest’anno su International Journal of Molecular Sciences – a firma dei ricercatori Silvana Mirella Aliberti, Mario Capunzo, Damiano Galimberti, Giulia Accardi, Anna Calabrò, Calogero Caruso, Giuseppina Candore e Anna Aiello – conferma i Monti Sicani come Zona Blu. “L’invecchiamento è influenzato da una complessa interazione di fattori genetici, ambientali e legati allo stile di vita, con prove crescenti che evidenziano l’esposoma come un fattore determinante per la durata della vita in salute. I risultati indicano che l’esposizione cronica agli inquinanti accelera l’invecchiamento cellulare attraverso meccanismi come lo stress ossidativo, l’infiammazione e la disregolazione epigenetica. Al contrario, i punti caldi della longevità – le Zone Blu, il Cilento e i villaggi montani della Sicilia (Monti Sicani e Madonie) – illustrano come i modelli alimentari tradizionali, le solide strutture sociali e la ridotta tossicità ambientale contribuiscano a una salute e una longevità eccezionali. Dal punto di vista meccanico, le alterazioni indotte dall’esposoma nei percorsi immuno-infiammatori e nella regolazione epigenetica svolgono un ruolo centrale nella modulazione delle traiettorie di invecchiamento. La comprensione di queste interazioni è essenziale per sviluppare strategie mirate a mitigare le esposizioni dannose e potenziare i fattori protettivi”. La ricerca in conclusione “evidenzia l’urgente necessità di politiche di sanità pubblica integrate che affrontino i determinanti ambientali dell’invecchiamento, promuovendo in ultima analisi una durata della vita più lunga e più sana”.
“La particolarità dei prodotti tipici locali – ha spiegato il professore Vincenzo Naselli, ricercatore di microbiologia del settore agroalimentare dell’Università Palermo – risiede nel territorio e nel contesto. Facendo riferimento, ad esempio, ai formaggi, molto importante è stato valutato, nei pascoli dei Monti Sicani, l’impatto antinfiammatorio che questi stessi possono dare inizialmente nel latte e successivamente nei formaggi. Ma ovviamente ritroviamo altri prodotti cardini della dieta mediterranea, ad esempio come l’olio, molto ricco idi polifenoli, vitamina E e acidoleico. Così come il vino, non scordiamoci che il paradosso francese ci dice appunto che la possibilità di accompagnare i cibi con un bicchiere di vino riesce a neutralizzare molte dei radicali liberi che si creano in bocca durante la masticazione, quindi neutralizzare tutto ciò che è ossidante e porta ad esporci potenzialmente a malattie tumorali. Anche le verdure riescono in modalità molto sana ad apportare fenoli ai composti antiossidanti, la cui azione appunto si scherma dai radicali liberi”.
Il cuoco Ignazio Puleo, titolare dell’agriturismo Serra Moneta di Santo Stefano di Quisquina, ai fornelli per “Le vie del cibo della lunga vita” a Ribera ospiti nella cantina Tenute Piazza. Tra le pietanze valorizzate il macco di fave ma anche un dolce di fichi, ricotta e miele. “Io vorrei dare queste stelle Michelin – ha detto il cuoco Ignazio Puleo – ai contadini che coltivano ancora tutta la roba buona. Noi siamo fortunati di vivere nei paesini dove ancora si trova tutta la roba genuina e si vive meglio e si campa di più. I nostri prodotti, anche se sono poveri, fanno bene alla salute e al sorriso, perché chi viene a mangiare questi prodotti è felice. Io penso sempre che la qualità è una cosa importante e si veda poi a lungo termine. Speriamo che questo messaggio lo diamo ai giovani perché quando si parla di macco di fave, per esempio, non vogliono sentire che cos’è, invece è genuino, proteico, ha tutto quello che consiste in una corretta alimentazione”.
