L’affidamento da parte dell’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa del servizio di ausiliariato alla Dussmann e’ uno dei punti nevralgici dell’inchiesta per corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere che vede coinvolti tra gli altri l’ex governatore ed ex leader della Nuova Dc Toto’ Cuffaro, il parlamentare di Noi Moderati, Saverio Romano, e il capogruppo Dc all’Ars, Carmelo Pace. Un appalto da 17 milioni di euro. Tutto questo attraverso i contatti, ripetuti, tra Toto’ Cuffaro e Mauro Marchese, rappresentante dell’impresa.
I due si sono incontrati piu’ volte, anche a casa dell’ex presidente della Regione. Incontri per favorire i quali – cosi’ come hanno appurato gli inquirenti che hanno chiesto gli arresti domiciliari per i 18 indagati – si era attivato anche un collaboratore di Marchese, Marco Dammone. E questa mattina, nel primo round di interrogatori davanti alla gip Carmen Salustro, compariranno proprio alcuni degli indagati al centro dell’affaire Asp Siracusa. Sono in 8 oggi a comparire davanti alla giudice che dovra’ decidere sulla richiesta avanzata dalla procura palermitana; agli altri tocchera’ nei giorni successivi fino al 14 novembre.
Secondo i pm, Alessandro Maria Caltagirone, dg dell’Asp di Siracusa (autosospeso e che sara’ interrogato domani) faceva aggiudicare la gara-ponte per l’affidamento dei servizi di ausiliariato bandita dall’Asp alla Dussmann; in cambio, secondo le accuse, garantiva la stabilizzazione di posizioni lavorative di soggetti indicati da Cuffaro. Inoltre avrebbe garantito la scelta di un subappaltatore Sergio Mazzola (oggi davanti al gip) considerato molto vicino a Saverio Romano. A ‘turbare’ l’aggiudicazione – oltre a Cuffaro, Romano, Marchese, Dammone e Caltagirone – anche i commissari di gara Vito Fazzino, Paolo Bordonaro, Paolo Emilio Russo e la rup Giuseppa Di Mauro. Tutti stamattina – incluso Ferdinando Aiello, consulente della Dusmann – davanti alla gip di Palermo. (AGI)
