Si chiude con una sentenza di assoluzione il secondo processo d’appello dell’inchiesta “Self Service”, la maxi indagine della Digos che nel 2011 aveva svelato un presunto sistema di tangenti all’interno dell’Ufficio tecnico comunale in cambio di concessioni edilizie. Dopo oltre 14 anni di udienze, rinvii e sentenze, la quarta sezione della Corte d’appello di Palermo, presieduta da Vittorio Anania, ha assolto tutti gli imputati dal reato di abuso d’ufficio, in seguito alla sua abolizione da parte del governo.
L’ex dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, Sebastiano Di Francesco, 66 anni, era accusato di avere agevolato il rilascio di licenze edilizie illegittime. I vigili urbani Rosario Troisi, 67 anni, e Calogero Albanese, 65, rispondevano invece di avere redatto un falso verbale di controllo in un cantiere. Secondo l’accusa, i due agenti avrebbero falsificato la relazione di servizio relativa a un’ispezione in un’abitazione dove un veterinario, cliente dell’architetto Salvatore Troisi, fratello del vigile, aveva commesso abusi edilizi.
In primo grado erano arrivate condanne fino a due anni, poi la prescrizione in appello e, infine, il rinvio della Cassazione nel 2021. Adesso la Corte ha stabilito che, con la riforma che ha cancellato l’abuso d’ufficio, non sussistono più i presupposti per procedere. Per Albanese è arrivata anche l’assoluzione piena “per non avere commesso il fatto”. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Angelo Nicotra, Lillo Fiorello e Vincenzo Caponnetto.
