
Nuovi sviluppi emergono dall’inchiesta condotta dal Ros e dalla Procura di Palermo sulle presunte pressioni esercitate da Totò Cuffaro e da Salvatore Calvanico sull’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro. Secondo gli inquirenti, l’ex governatore avrebbe sollecitato la dirigente Maria Letizia Di Liberti per ottenere accreditamenti e riconoscimenti a favore di strutture di lunga degenza legate alla sua famiglia.
Come riporta Il Fatto Quotidiano, al centro di questo filone d’indagine figura la Cta Gea Srl, società registrata nel 2023 da Giulio Calvanico, figlio di Salvatore, e da Sofia Spica, nuora di Cuffaro e moglie di Raffaele Cuffaro. L’azienda è subentrata all’associazione Gea nella convenzione con l’Asp di Palermo, rinnovata nel 2025 per un valore di oltre quattro milioni di euro, destinati a venti posti letto per soggetti psichiatrici.
Le intercettazioni riportano conversazioni tra Cuffaro e Calvanico in cui si discute di “lunghe assistenze” e di incontri con funzionari regionali. A gennaio 2024, Cuffaro avrebbe contattato Di Liberti per sollecitare aggiornamenti su un incontro saltato, lamentando poi con il dirigente Salvatore Iacolino “ingiustificabili ritardi” nel settore delle strutture private.
A giugno, secondo l’ordinanza, Cuffaro avrebbe riferito a Calvanico che Di Liberti aveva confermato “il buon esito dell’accordo” tra gli assessorati Salute e Famiglia, in attesa della sua approvazione. L’ex governatore avrebbe infine suggerito di sostituire Giulio Calvanico nella Cta Gea con Marco Zambuto, suo genero, ex sindaco di Agrigento, dichiarando di aver già investito personalmente nella società. Il 27 novembre 2025, venti giorni dopo l’inchiesta su Cuffaro, il manager regionale Salvatore Iacolino conferma la “voltura dell’accreditamento” tra le due società.
