La Procura di Agrigento ha richiesto una condanna a dodici anni di reclusione per Antonino Sciascia, 41 anni, di Cattolica Eraclea, accusato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, assistito dagli avvocati Fabio Inglima Modica e Monica Malogioglio, è stato rinviato direttamente a giudizio senza passare dall’udienza preliminare. Il processo si svolge davanti al gup Giuseppe Miceli, che il prossimo 17 marzo pronuncerà la sentenza. La difesa ha contestato l’impianto accusatorio, chiedendo la riqualificazione del reato per modica quantità e l’esclusione di un’organizzazione stabile nello spaccio.
Secondo la ricostruzione della Procura, Sciascia avrebbe continuato a gestire un’attività di spaccio nel centro abitato, utilizzando due immobili di sua disponibilità come punti di riferimento per la vendita, nonostante una precedente perquisizione dei carabinieri avesse già portato al sequestro di hashish e cocaina. L’uomo era stato arrestato dopo un interrogatorio, nell’ambito di un’indagine avviata nel dicembre scorso dal Nucleo Operativo Radiomobile e dai militari dell’Arma di Cattolica Eraclea.
Durante la prima perquisizione, i carabinieri avevano rinvenuto circa 19 grammi di hashish e 5 grammi di cocaina già confezionati e pronti per la vendita. Denunciato a piede libero, Sciascia è rimasto sotto osservazione: cinque mesi più tardi, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono state installate telecamere nei suoi immobili e in un ovile a lui riconducibile. In circa un mese, le immagini hanno documentato almeno quindici episodi di cessione di droga, confermati anche dalle dichiarazioni degli acquirenti fermati subito dopo l’acquisto. Un quadro probatorio che, secondo l’accusa, completa definitivamente l’indagine.

