I Militari del Nucleo Radiomobile di Palermo nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio hanno arrestato una 34enne, un 24enne e denunciato a piede libero un 23enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In un primo intervento, i militari, transitando in via Giovanni Naso, hanno sorpreso una donna palermitana, già nota alle forze dell’ordine per precedenti specifici, mentre cedeva un involucro a un acquirente. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire dosi di crack e una somma di denaro ritenuta provento dell’attività illecita.
In un’altra operazione condotta in via Lanza di Scalea, l’attenzione della pattuglia si è concentrata su due giovani a bordo di una bicicletta elettrica. Il passeggero, un 24enne palermitano e già nota alle forze dell’ordine, ha tentato la fuga a piedi per sottrarsi al controllo, ma è stato prontamente bloccato, perquisito è stato trovato in possesso di hashish e cocaina, già suddivise in dosi e pronte per la vendita, oltre a una rilevante cifra in contanti superiore a 700 euro. Per il giovane sono scattate le manette, mentre il conducente del mezzo, un 23enne del luogo, è stato denunciato a piede libero per il medesimo reato.
Entrambi gli arresti sono stati convalidati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo. Tutta la Sostanza Stupefacente sequestrata è stata inviata al Laboratorio Analisi delle Sostanze Stupefacenti (LASS) presso il Comando Provinciale per le verifiche quantitative e qualitative. L’Arma continuerà a fare il proprio dovere con costante abnegazione e fermezza, assicurando un presidio di legalità in ogni quartiere della città per contrastare con determinazione ogni forma di criminalità e garantire la civile convivenza.
È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.
