Secondo il rapporto “Occhi aperti sulla corruzione” diffuso da Libera, nei primi sei mesi del 2026 la Sicilia risulta la regione italiana con il maggior numero di indagati per reati di corruzione. Sono 107 le persone coinvolte in nove inchieste coordinate da tre procure dell’isola. Il dato emerge da un’analisi condotta dall’associazione sulla base delle notizie di stampa relative alle principali indagini avviate in Italia tra il 1 gennaio e il 1 giugno 2026. In totale, nel Paese sono state censite 38 inchieste con 386 persone indagate.
Un sistema corruttivo diffuso e ramificato
Dall’analisi di Libera emerge un quadro complesso e preoccupante, in cui la corruzione assume forme diverse a seconda dei contesti. Il rapporto descrive un sistema in cui il ruolo di garante delle “regole del gioco” può essere ricoperto da figure differenti: dirigenti pubblici, faccendieri, imprenditori, politici o persino esponenti della criminalità organizzata. Si tratta di un intreccio di interessi che, secondo Libera, mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e compromette il corretto funzionamento della pubblica amministrazione.
Sicilia, Lazio e Campania sul podio
La Sicilia guida la classifica nazionale, seguita dal Lazio con 85 persone indagate in nove inchieste e tre procure coinvolte, e dalla Campania con sei inchieste e 65 indagati. Nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2025 e il 1 giugno 2026, Libera ha censito in Sicilia 24 inchieste per corruzione e concussione, con un totale di 267 persone indagate. I reati contestati spaziano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso.
La sanità al centro delle indagini
Particolarmente significativo è il dato relativo al settore sanitario, che rappresenta il 32% del totale degli indagati per corruzione in Sicilia negli ultimi diciotto mesi, pari a 86 persone. Libera sottolinea come la corruzione in sanità non sia un fenomeno isolato, ma una distorsione sistemica che attraversa l’intera filiera del Servizio Sanitario Nazionale. Le tangenti e i favoritismi erodono risorse pubbliche, alterano le priorità di accesso alle cure e compromettono la qualità dell’assistenza.
Il costo sociale della corruzione
Dietro le centinaia di milioni di euro tracciati dalle ultime indagini, Libera individua un costo sociale ed economico che grava direttamente sui cittadini. Quando le scelte mediche vengono influenzate da interessi corruttivi, i pazienti rischiano di ricevere cure inadeguate e tecnologie obsolete. Allo stesso modo, la corruzione nelle pratiche di invalidità civile trasforma un diritto in una merce di scambio, penalizzando chi non può permettersi di pagare intermediari o tangenti. Il risultato è un sistema sanitario sempre più diseguale, in cui i tempi di attesa si allungano e la fiducia dei cittadini si erode.
Un appello alla responsabilità
Libera conclude il suo rapporto con un appello alla responsabilità collettiva. Ogni episodio di corruzione, anche se isolato, rappresenta una ferita per la democrazia e un ostacolo alla giustizia sociale. Contrastare la corruzione significa difendere i diritti dei cittadini, garantire la trasparenza delle istituzioni e restituire dignità ai servizi pubblici, a partire dalla sanità, che in Sicilia continua a vivere una crisi profonda e quotidiana.

