Il settore idrico italiano “ha ingranato una marcia diversa”: nel periodo 2024-2029 “la spesa programmata ammonta a circa 28 miliardi di euro, e l’accresciuta capacità organizzativa dei gestori ci fa essere ottimisti sul fatto che saranno spesi nella giusta direzione”. Lo ha detto il presidente dell’Arera, l’agenzia pubblica dell’energia, acqua e rifiuti, Nicola Dell’Acqua, nella sua relazione annuale, presentata alla Sala della Regina della Camera. Dell’Acqua ha rivendicato che “l’azione regolatoria (dell’Arera, n.d.r.) ha prodotto un rilevante incremento della spesa per investimenti, passata da valori di poco superiori al miliardo di euro nell’anno 2012, fino a superare i sei miliardi di euro nel 2025”.
“La governance resta il nodo più difficile – ha detto ancora il presidente di Arera -. Il monitoraggio del 2025 conferma che in diverse aree — Campania e Sicilia in primo luogo — permangono situazioni di stallo nell’affidamento al gestore unico, con affidamenti storici in scadenza e processi bloccati dal contenzioso”. Per Dell’Acqua “i cittadini di quei territori pagano il prezzo di inefficienze che non dipendono dalle loro scelte. La regolazione di Arera ha dimostrato di essere una leva efficace per sbloccare queste situazioni e garantire continuità agli investimenti di lungo periodo”. (ANSA)

