“Siamo di fronte a due collaboratori che hanno letteralmente preso in giro chi coordina le indagini. Vito Galatolo e Giovanni Brusca, nello specifico, sono totalmente inattendibili”. Lo ha sostenuto l’avvocato Valerio Vianello, oggi nella sua arringa nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, difensore del boss Nino Madonia, accusato del duplice omicidio aggravato in concorso dell’agente di polizia Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, uccisi in un agguato il 5 agosto 1989.
Madonia ha scelto il rito abbreviato mentre e’ ancora in corso l’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio del boss Gaetano Scotto, accusato del duplice omicidio aggravato, e di Francesco Paolo Rizzuto, accusato di favoreggiamento aggravato. Secondo la difesa di Madonia, inoltre, la tesi dell’accusa non regge: “se Agostino viene eliminato per fare un duplice favore a Arnaldo La Barbera e ai servizi, uccidendo un poliziotto che era in procinto di scoprire questo doppio gioco di alcuni e che – ha detto all’AGI al termine dell’udienza -, al contempo era un cacciatore di latitanti che dava fastidio, e’ possibile che l’ex questore non abbia mai avvisato Madonia delle indagini in corso sul traffico di stupefacenti e che riguardavano sia Madonia che Vito Galatolo?”.
L’accusa – sostenuta dai sostituti pg Umberto De Giglio e Domenico Gozzo – nelle scorse udienze, al termine della requisitoria aveva chiesto la condanna all’ergastolo per l’imputato, ritenendo che la presenza di Giovanni Aiello (detto “faccia da mostro”, ndr) fosse la “plastica testimonianza” del connubio tra cosa nostra e servizi deviati. E che Nino Madonia e’ “ideatore ed esecutore del delitto di Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio”. Il processo con rito abbreviato proseguira’ il 5 marzo, sempre con la difesa Madonia, stavolta con l’avvocato Vincenzo Giambruno che affrontera’, tra le altre cose, la genesi delle indagini, le archiviazioni “firmate dalle stesse persone che oggi – ha anticipato – invece chiedono la condanna”, e su alcuni colloqui investigativi effettuati prima degli interrogatori che bisogna approfondire. (AGI)

