Quest’anno la Sicilia ha pesantemente subito gli effetti della crisi climatica, una crisi ampiamente annunciata per il Mediterraneo, considerato un hot spot climatico dall’Ipcc, il panel scientifico delle Nazioni Unite. Allevamento e agricoltura i settori più colpiti: nel 2024 nell’isola ci sono stati ben 1.288 incendi. Lo afferma in una nota il Wwf, secondo cui la Sicilia è stata anche la cartina di tornasole dell’anno più caldo mai registrato: quasi una “Los Angeles italiana”. Per la comunità scientifica, la responsabilità del fenomeno è da ascrivere all’azione umana: da una parte il cambiamento climatico indotto dall’uso dei combustibili fossili e dalla deforestazione, dall’altra la pessima gestione delle risorse idriche. Del resto – sottolinea il Wwf, lo conferma l’Atlante della siccità delle Nazioni Unite, presentato in occasione della 16esima Cop della Convenzione Onu per combattere la desertificazione, di Riad: la siccità è provocata dal “cambiamento climatico antropogenico e dalla cattiva gestione delle risorse idriche e del territorio da parte dell’uomo”.
”Non si tratta solo dell’assenza di pioggia, neve o umidità del suolo, la siccità – prosegue il documento – è intimamente legata alle azioni umane. Le pratiche di consumo e produzione sostenibili per proteggere e gestire il territorio sono una componente fondamentale della gestione della siccità” . Proprio in queste ore è arrivata la conferma ufficiale: il 2024 è l’anno più caldo mai registrato a livello globale. Tra settembre 2023 e agosto 2024, rispetto ad analoghi periodi precedenti, si è registrato nella gran parte del territorio siciliano uno stato di siccità severa e in alcune zone addirittura estrema. È mancata la pioggia, e questo ha anche determinato la scarsità di acqua negli invasi sin dall’inizio della stagione irrigua. Non si tratta di una situazione nuova visto che, rispetto ai dati sul deficit di risorsa idrica del 2022, a livello distrettuale, il dato peggiore è stato quello del distretto della Sicilia, con –81,7% rispetto al trentennio climatologico 1991–2020. Peraltro, ricorda il Wwf, la Sicilia è piena di invasi, ben 47, per un totale di circa 1,1 miliardi di metri cubi, di cui solo 30 in esercizio (e neppure in piena efficienza). (Il Sole 24 Ore Radiocor)

