Il Club Inner Wheel di Agrigento ha avviato ieri con il primo incontro il progetto “La Valle racconta il mito” al museo Griffo di Agrigento. “Il mito è stato raccontato attraverso alcuni vasi della collezione Panitteri. Grande interesse ed entusiasmo – si legge in un post su facebook del Club Inner Wheel di Agrigento – degli alunni che hanno partecipato al primo incontro. Promuovere la conoscenza del nostro patrimonio culturale da significato alla vita di una società. Un sentito grazie al Dirigente del Dipartimento Beni Culturali dott. Giuseppe Avenia, al prof.re Pietro Conte, alle archeologhe dott.ssa Maria Concetta Parello e dott.ssa Maria Serena Rizzo. All’architetto Luca Vitellaro un particolare grazie per aver realizzato e curato graficamente la locandina del progetto”. ”Il progetto – si legge in una nota- coinvolge classi di scuola media, superiore e le famiglie degli studenti, in attività di educazione paesaggistico-ambientale, con escursionismo naturalistico sulla collina dei Templi, e in attività di approfondimento sui temi fondamentali legati alla mitologia, all’arte e alla storia dei templi”.
“Questo progetto nasce da un’idea di una delle socie, la dottoressa Patrizia Di Giovanni, ed è frutto di un entusiasmante lavoro di squadra – ha spiegato la presidente dell’Inner Wheel di Agrigento Lea Ceserani –. Quando lo abbiamo pensato, lo abbiamo immaginato rivolto soprattutto agli studenti. Essere educati alla conoscenza, al godimento e all’uso responsabile del patrimonio culturale è un diritto di tutti i giovani. La didattica dei beni culturali, pertanto, proprio nell’anno 2025 che identifica Agrigento Capitale della Cultura non può essere considerata soltanto esperienza formativa da iscrivere nei curricula del ciclo d’istruzione: essa è, prima di tutto, sviluppo della coscienza civica. Visitare un sito e viverlo, con entusiasmo, in tutte le sue peculiari caratteristiche, riconoscendone e comprendendone l’unicità sul piano dell’arte o del paesaggio, significa avere acquisito pienamente il valore della storia e la memoria di una civiltà”.