Durante l’audizione alla Commissione nazionale antimafia, il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ha escluso valore investigativo all’ipotesi della cosiddetta “pista nera” in relazione alle stragi di mafia del 1992. “L’ipotesi della pista nera per quanto riguarda le stragi di mafia del 1992, legata al terrorista Stefano Delle Chiaie, vale zero tagliato”, ha dichiarato De Luca, precisando che sono comunque in corso ulteriori indagini.
Il procuratore ha spiegato che, al momento del trasferimento degli atti da Palermo, l’ufficio di Caltanissetta aveva inizialmente considerato la pista come potenzialmente rilevante. “Quando abbiamo ricevuto gli atti da Palermo – ha aggiunto – pensavamo che si trattasse di una pista eccezionale, ma guardando le carte ci siamo resi conto che si trattava di zero tagliato”.
La pista nera era stata avanzata dall’allora procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, oggi senatore del Movimento 5 Stelle. Secondo tale ipotesi, elementi dell’estrema destra eversiva avrebbero potuto avere un ruolo nelle stragi di Capaci e via D’Amelio, ma le verifiche condotte dalla procura nissena non hanno trovato riscontri concreti.
Le indagini sulle stragi del 1992 restano aperte, con l’obiettivo di chiarire eventuali ulteriori responsabilità e connessioni ancora non emerse nei processi già celebrati.

