“Leggiamo con rispetto le analisi e le interpretazioni che in queste ore si susseguono sul futuro della Democrazia cristiana in Sicilia dopo la scelta di Toto’ Cuffaro di chiedere il patteggiamento. Comprendiamo che una figura politica cosi’ importante nella nostra storia recente possa indurre qualcuno a pensare che senza di lui la Dc sia destinata a dissolversi o a disperdersi. Ma chi conosce davvero la nostra comunita’ politica sa che la realta’ e’ ben diversa”. Lo dicono Stefano Cirillo, segretario regionale della Dc, Laura Abbadessa, presidente regionale Dc, e tutti i nove segretari provinciali del partito.
“La Democrazia cristiana non appartiene a un singolo uomo. Appartiene ai dirigenti, agli amministratori, ai militanti, ai giovani e alle donne che ogni giorno, nei territori, continuano a credere in un progetto moderato, popolare e profondamente radicato nei valori della buona politica. Per questo respingiamo con forza l’idea di una Dc ‘in svendita’ o pronta a una diaspora inevitabile verso altri partiti. In molti oggi si chiedono se possa esistere una Dc senza Cuffaro. La risposta e’ semplice, non solo esiste, ma e’ esattamente quella che abbiamo immaginato e voluto costruire in questi anni.
Una Dc giovane, aperta dove si puo’ fare politica come servizio. Purtroppo, ancora una volta, assistiamo a processi mediatici e a letture pregiudiziali che sembrano ignorare la complessita’ delle vicende umane e politiche”, proseguono. “Sappiamo perfettamente – affermano – quanto la Dc sia stata spesso ostacolata, attaccata nel cercare di fermarla. Eppure proprio quelle difficolta’ hanno consolidato il nostro radicamento. La Dc continuera’ il proprio percorso”. “A tutti i nostri detrattori diciamo una cosa molto chiara, la Democrazia cristiana non si cancella”. (AGI)
