Non solo templi, una granita di mandorle o una focaccia da grani antichi fa fioccare nuove prenotazioni per visite multiesperenziali al Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi ad Agrigento. Il progetto Diodoros, spiega uno dei promotori del punto di ristoro Casa Diodoros Fabio Gullotta in occasione della tappa di “Sulle orme di Procopio” all’interno della Valle dei Templi promossa dal festival del gelato artigianale Sherbeth, “nasce nel 2005 come chiave di volta per salvare il paesaggio. Le produzioni agricole hanno un unico marchio commerciale di proprietà del Parco.
“Dal 2023 – racconta ancora Gullotta – abbiamo visto una virata del progetto mirato all’accoglienza turistica. Oggi questo posto di ristoro lavora con 173 agenzie da tutto il mondo. C’è chi viene per seguire lezioni di pasticceria. Altri li portiamo al vigneto oppure a raccogliere le mandorle”. Oggi questo scrigno di biodiversità annovera anche i pistacchieti per la produzione del Pistacchio Dop di Raffadali, un allevamento di capre girgentane dalle caratteristiche corna attorcigliate, un impianto storico di uve Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio a piede franco, la cui vinificazione è portata avanti da una cooperativa. Inoltre c’è un impianto storico con 28 varietà di agrumi diversi di arance diverse, e uno di questi agrumeti è gestito dal file dal Fondo Ambiente italiano.
“Oggi – tira le somme il portavoce del progetto Diodoros – possiamo dire di aver salvato gli alberi in oltre 450 ettari di terreno, e per la tutela degli esemplari monumentali abbiamo coinvolto l’università di Palermo. La facoltà di Agraria ha qui censito oltre 400 cultivar diverse di mandorle tipiche, diverse ad esempio anche da quelle del siracusano dove hanno solo tre varietà. Qui sono in degustazione ma sono una vera rarità. Purtroppo la mandorla nelle pasticcerie siciliane per il 90 per cento è californiana, se non addirittura una pasta dai semi di scarto dell’industria della frutta aromatizzata alla mandorla che costa 3 euro al chilo contro contro i 12 euro al chilo della nostra mandorla o i 6 euro al chilo della mandorla californiana”. (ANSA)

