Si è svolto questa sera, sul Lungomare Gagarin di Seccagrande, il secondo appuntamento della rassegna Estate Riberese 2026 – Caffè Letterario, dedicato a un tema di drammatica attualità: “Il diritto all’identità negata: quanti migranti sono morti nel Mediterraneo?”. Protagonista della serata è stato il Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Gela, Salvatore Vella, che ha dialogato con Massimo D’Antoni, giornalista di Rmk Sciacca. Presenti all’incontro il vicesindaco Pierpaolo Alongi e gli assessori Davide Caico, Lucia Casimiro, Domizia Ferraro e Nicola Inglese.
Durante l’incontro, il Procuratore Vella ha condiviso la sua esperienza diretta nelle indagini sui naufragi nel Mediterraneo, portando alla luce testimonianze agghiaccianti sulla disumanità del traffico di esseri umani. Attraverso il suo racconto è emersa la cruda realtà di come i migranti vengano trattati come “merce” dai trafficanti libici, con una discriminazione che divide le vittime in “serie A e serie B” in base al colore della pelle.
“Uomini, donne, bambini a bordo erano merce”, ha raccontato Vella, spiegando come grazie alle intercettazioni sia stato possibile, durante un’inchiesta, ricostruire l’esatto numero delle vittime di un naufragio: 283 persone morte, calcolate per sottrazione tra chi era salito a bordo e chi si era salvato. Una tragedia aggravata dalla pratica disumana di chiudere i migranti di colore sotto coperta con i boccaporti sigillati, condannandoli a morte certa in caso di ribaltamento dell’imbarcazione. Un incontro che ha fatto riflettere su una delle più grandi tragedie umanitarie del nostro tempo e sul diritto fondamentale all’identità e alla dignità di ogni essere umano.

