E’ soprattutto tra Porto Empedocle e Siculiana che, secondo gli investigatori, si era ritagliato un ruolo d tutto rispetto Fabrizio Messina, uno dei fratelli di Gerlandino Messina, l’ex numero due di Cosa nostra agrigentina.
Secondo quanto emergerebbe dall’inchiesta “Nuova Cupola” sarebbe stato proprio di a comandare in questa zona spalleggiato da fedelissimi oggi in carcere. In parallelo, con i boss, avrebbero agito gruppi di giovani usati per compiere rapine e danneggiamenti usando le armi di cui la “Nuova Cupola”disponeva. Numerosi gli attentati e le intimidazioni compiuti in varie zone della Sicilia e anche a Siculiana.
Significativa per quanto riguarda la zona siculianese la figura dell’agente di polizia penitenziaria, Rosario Bellavia, di Montallegro ma sposato a Siculiana. Secondo gli investigatori che hanno condotto le indagini il poliziotto penitenziario si sarebbe messo a disposizione delle cosche, passava informazioni dal carcere e si sarebbe attivato in più occasioni per segnalare l’eventuale presenza di microspie all’interno delle zone del penitenziario agrigentino, soprattutto quelle destinate ai colloqui e soprattutto per favorire i componenti del clan di Siculiana, il paese dei Caruana e dei Cuntrera che continuerebbe a giocare un ruolo di primo piano nella cupola mafiosa siciliana.
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