
Riforma pensioni e della Pubblica amministrazione, tutte le novità del Governo Renzi
“C’è qualcosa che non va se ogni volta che si interviene per sanare palesi ingiustizie nei confronti dei lavoratori scatta il contrordine. Non è accettabile”. Così sulla riforma pensioni e Pa 2014 Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil, commenta la scelta del governo circa lo stralcio dal Dl sulla Pa delle norme su quota96 e sui benefici pensionistici per i lavoratori precoci. “Mentre finalmente la Camera era intervenuta a sanare l’errore grossolano dei quota 96 e mentre si poneva rimedio alla grave ingiustizia che la legge Fornero aveva causato ai lavoratori precoci, oggi il ministro ci dice che abbiamo scherzato, che le ingiustizie restano. Noi diciamo che le ingiustizie andavano e vanno cancellate e che non si torna indietro”, spiega. Lamonica sottolinea da un lato il caso limite dei lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età, e che hanno maturato 41/42 anni di contributi. Dall’altro lato la dirigente sindacale evidenzia come sanando l’errore di quota 96 si pone fine a un’ingiustizia e si consente anche l’ingresso di 4mila nuovi diocenti nella scuola. “Non accettabile tornare indietro su una norma che sana errori e palesi ingiustizie. Il risultato – conclude la dirigente sindacale – è che si commette un’ingiustizia ancora più grave”.
“Se la riforma delle pensioni Fornero fosse stata discussa con il sindacato non ci saremmo trovati di fronte all’ennesimo pasticcio di questi giorni con gli emendamenti presentati dal governo con l’avallo di tutte le forze politiche e poi precipitosamente ritirati dallo stesso governo”. Lo dichiara in una nota sulla riforma pensioni e della Pa del Governo Renzi il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni a proposito degli emendamenti approvati sulle pensioni nell’ambito del dl P.a. “L’ennesima figura di dilettantismo della classe politica del nostro paese. Speriamo che questa vicenda serva da lezione e da monito al Governo Renzi: non si interviene per decreto sulle materie del lavoro e sulla pelle dei lavoratori e dei pensionati senza prima un opportuno confronto di merito e di metodo con il sindacato sull’impatto sociale ed economico dei provvedimenti. Questo valeva per la Fornero e vale anche per il Governo Renzi e per quelli che verranno”.

