16 Giugno 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Omicidio Stagno, l’avvocato dei compagni di caccia della vittima: “Sono innocenti”

Chi ha sparato durante una battuta di caccia a Paolo Stagno, il forestale di 51 anni di Montallegro, nella contrada Muti di Burgio, si sarebbe allontanamento repentinamente dalla zona e non si è ancora presentato alle forze dell’ordine. Vanno in questa direzione le parole pronunciate ieri dall’avvocato Serafino Mazzotta, che ha assistito nell’interrogatorio i compagni di caccia di Stagno, subito dopo i fatti. “I compagni caccia di Paolo Stagno sono affranti per l’accaduto – ha dichiarato il penalista riberese al Giornale di Sicilia -. Loro non hanno sparato nemmeno un colpo. Condivido in pieno l’appello del collega Teo Caldarone, legale della famiglia Stagno – ha aggiunto l’avvocato Mazzotta – e spero che la vicenda si chiarisca al più presto. I compagni di caccia hanno assicurato la massima collaborazione agli inquirenti, offrendo spunti investigativi e mettendo spontaneamente a disposizione le armi per ogni approfondimento possibile sulle stesse, non avendo nulla da nascondere”. Procura della Repubblica di Sciacca e carabinieri continuano a mantenere il più stretto riserbo, ma sembra questo il quadro nel quale si muovono le indagini.

Quella notte Paolo Stagno assieme ai compagni si è recato in quella zona per una battuta di caccia e a un certo punto un altro cacciatore – o, per meglio dire, bracconiere – ha sparato, colpendo l’operaio forestale al volto.  “La Procura di Sciacca e i carabinieri – ha dichiarato l’avvocato Caldarone il giorno del funerale – stanno facendo un lavoro straordinario e mi risulta che la pista investigativa seguita per l’individuazione del responsabile dell’uccisione di Paolo è quella giusta. È auspicabile, pertanto, che colui che ha sparato si presenti spontaneamente all’autorità giudiziaria perché la sua posizione sta aggravandosi ogni ora di più”.

I carabinieri sono al lavoro per individuare chi, in quelle ore, si trovava in contrada Muti, dove la caccia non può essere effettuata. Una certezza è proprio questa, che l’attività di caccia in quella zona non poteva essere esercitata. Si tratta dunque di vero e proprio bracconaggio esercitato nelle forme più cruenti oltre che illegali. E’ molto probabile che anche i compagni di caccia della vittima passeranno guai giudiziari. Ma l’attenzione in questi giorni, giustamente, è rivolta su altro. La Procura della Repubblica di Sciacca procede per omicidio e questo si evince dagli atti notificati anche al legale della famiglia Stagno, l’avvocato Teo Caldarone, per l’accertamento tecnico svolto ieri. La famiglia non ha nominato un proprio consulente tecnico per l’autopsia. Delle indagini si occupano i carabinieri della compagnia di Sciacca, della tenenza di Ribera e della stazione di Burgio, coordinati dai sostituti Christian Del Turco e Michele Marrone.