27 Luglio 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Mafia, il capo della polizia ad Agrigento in ricordo del commissario Beppe Montana

“Arditi parallelismi e infamanti accuse che qualificano soltanto chi li proferisce”. Cosi’ il capo della Polizia Franco Gabrielli ha commentato le parole del sostituto procuratore della corte d’appello di Genova Enrico Zucca che, durante un dibattito sulla morte di Giulio Regeni, ha sostenuto che i “nostri torturatori sono al vertice della polizia”. “In nome di chi ha dato il sangue, di chi ha dato la vita – ha aggiunto ad un’iniziativa ad Agrigento in ricordo di Beppe Montana, il capo della Catturandi di Palermo ucciso dalla mafia nel 1985 – chiediamo rispetto”. Nel corso del suo intervento, Gabrielli ha ricordato che soprattutto chi ha compiti di responsabilita’ e’ chiamato a dare l’esempio e ad essere credibile. “L’esempio – ha detto – ha una forza rivoluzionaria e dirompente. Questo deve essere un memento per ciascuno di noi, per chi ha responsabilita’ in nome di chi prima e meglio di noi ha saputo interpretare” l’articolo 54 della Costituzione che invita i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche, ad esercitarle con “onore e disciplina”. “L’onore e la disciplina – ha sottolineato ancora come riporta l’Ansa – di chi come Beppe Montana e i colleghi che abbiamo ricordato, i tantissimi troppi colleghi delle forze di polizia, magistrati, imprenditori, sindacalisti, rappresentanti delle pubbliche amministrazioni che anche e soprattutto in questa terra hanno pagato con la loro vita quel loro impegno, quella loro dedizione nel vivere con onore e disciplina il mandato che gli era stato affidato”. Ecco perche’, ha poi aggiunto Gabrielli, “mi risuonano ancora piu’ oltraggiose le parole di chi non piu’ tardi di ieri ha detto che ai vertici della polizia ci sono dei torturatori”. “Noi facciamo i conti con la nostra storia ogni giorno, noi sappiamo riconoscere i nostri errori. Noi, al contrario di altri, sappiamo pesare i comportamenti. Ma al contrario di altri – ha concluso tra gli applausi – ogni giorno i nostri uomini e le nostre donne, su tutto il territorio nazionale, garantiscono la serenita’, la sicurezza e la tranquillita’. Ed in nome di chi ha dato il sangue, di chi ha dato la vita, chiediamo rispetto, e gli arditi parallelismi e le infamanti accuse, qualificano soltanto chi li proferisce”.

In occasione della cerimonia di intitolazione dell’edificio della Questura di Agrigento al commissario capo della Polizia di Stato, Beppe Montana, originario di Agrigento e ucciso in un agguato mafioso nell’estate del 1985, medaglia d’oro al valor civile, il sindaco Lillo Firetto, alla scopertura della lapide, ha incontrato ed espresso la vicinanza della città, a Tina Montinaro vedova dell’agente Antonio capo scorta di Giovanni Falcone e alla vedova del capo della Polizia, Antonio Manganelli, signora Adriana Piancastelli.  In precedenza il sindaco Firetto era intervenuto al Centro Temenos in apertura della manifestazione, per portare il saluto della città all’attuale Capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli, al fratello di Beppe Montana,  Dario, alle numerose autorità nonchè agli studenti intervenuti numerosi per ricordare la figura del commissario capo della “Catturandi” Beppe Montana.