VIDEO | Mandorlo in Fiore, tempio d’oro alla Bolivia: spettacolo conclusivo annullato per la morte di Tusa

In un clima surreale alla Valle dei Templi per la tragica morte dell’assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa nel disastro aereo in Etiopia e senza lo spettacolo conclusivo come da tradizione, è il gruppo della Bolivia ad aggiudicarsi il Tempio d’oro del festival internazionale del folklore nell’ambito della 74esima edizione del Mandorlo In Fiore. La decisione di annullare l’esibizione finale dei gruppi è stata adottata nel corso un vertice in prefettura, d’intesa con il governo regionale e con il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della Provincia di Agrigento presieduto dal prefetto Dario Caputo.

E’ stato il presentatore Gianfranco Jannuzzo a comunicare alla folla presente davanti al tempio della Concordia l’annullamento dell’esibizione finale. Si è proceduto comunque con la premiazione, silenziosa. Solo poche parole per esprimere vicinanza e cordoglio per la tragica morte dell’archeologo di fama internazionale chiamato a guidare l’assessorato ai Beni culturali. “Se ne va un amico, archeologo di fama, uomo di cultura di alto profilo, un patrimonio di esperienza umana e capacità operativa, una persona da sempre impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale siciliano, con grande dedizione e amore. L’ abbiamo sentito sempre vicino nel percorso di crescita culturale della città dei Templi. Per Agrigento, per la Sicilia, per la cultura internazionale una grave perdita”. Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, sulla tragica scomparsa dell’assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa.

Quest’anno in gara al festival tutti gruppi “Patrimoni immateriali Unesco” provenienti da: Bielorussia, Bolivia, Colombia, Ecuador, Egitto, Emirati Arabi, Kazakistan, Kenia, Korea, India, Indonesia, Italia (Sardegna), Lettonia, Libano, Macedonia, Messico, Moldavia, Montenegro e Perù.

Pujllay e Ayarichi sono le principali forme musicali e coreografiche della cultura Yampara portate in scena ad Agrigento dal gruppo della Bolivia vincitore del Tempio d’oro. Si completano a vicenda e formano un tutt’uno: Pujllay legato alla stagione delle piogge e Ayarichi all’asciutto. Il pujllay viene eseguito principalmente da uomini, durante l’omonimo rituale che celebra il rinnovamento della vita e l’abbondanza di vita indotta dalle piogge. I suoni, le danze e i costumi evocano la “Tata Pujllay”, un’entità demoniaca e fruttuosa dall’energia sconfinata. Un gruppo di musicisti suona flauti e un clarinetto a corno. I ballerini, sontuosamente vestiti come Tata Pujllay, girano instancabilmente intorno ad un grande altare decorato con cibo. Ayarichi viene ballato durante le feste dedicate a vari santi cattolici che governano l’ordine sociale e cosmico e influenzano la conservazione della vita. Il corpo di ballo è composto da quattro ballerini-musicisti maschi che suonano panpepipes e tamburi, e da due a quattro giovani ballerine. Le artigiane sono responsabili della tessitura dei costumi nei minimi dettagli. Ampie reti di comunità sono mobilitate per organizzare il rituale e fornire cibo e bevande abbondanti. La trasmissione di conoscenze musicali e coreografiche ai bambini avviene senza la partecipazione degli adulti, spesso attraverso giochi collettivi e osservazioni. Pujllay e Ayarichi creano unità tra le comunità Yampara come modo privilegiato per comunicare con la natura.

Il prestigioso premio “Ugo Re Capriata”, il più antico dopo il Tempio d’Oro, assegnato a partire dal lontano 1968 dall’Assostampa di Agrigento, con la votazione dei giornalisti agrigentini, nell’ambito dell’edizione numero 74 del Mandorlo in fiore, è stato assegnato al gruppo sardo dei “Mamutzones Antigos” di Samugheo, protagonisti del ricchissimo ed originale repertorio carnevalesco delle zone interne dell’Isola.
Del gruppo ha colpito la particolarità dei vestiti e delle maschere, che un tempo rappresentavano la passione e la morte di Dioniso, dio della vegetazione, le cui feste si celebravano in quasi tutte le antiche società agrarie e pastorali.