Il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, rompe il silenzio ed entra nel dibattito sulle dimissioni, chieste dalla segreteria regionale di Controcorrente, che è il movimento che lo sostiene, del vicesindaco Giovanni Crosta. “Chi eredita una casa costruita dal padre, sulla quale pende un’istanza di sanatoria presentata oltre quarant’anni fa – spiega il primo cittadino – non può per questo essere considerato una persona di dubbia integrità morale”.
Sodano ricorda che a Crosta non è contestato “alcun reato, né alcuna ipotesi di reato”, respingendo gli attacchi sul fronte amministrativo: “Crosta – aggiunge – non è un amico da difendere. È, invece, uno dei migliori amministratori che Agrigento abbia avuto, un lavoratore instancabile. Perdere un amministratore di questo valore rappresenterebbe una grave sconfitta per la nostra città”. Sodano annuncia un confronto interno, ma blinda le sue prerogative: “Su questa vicenda – dice – ascolterò tutti, valuterò tutti gli elementi e, come sindaco, assumerò le decisioni che competono alla mia responsabilità, nell’esclusivo interesse della città e nel pieno rispetto della legalità”. (ANSA)
