Mafia, operazione New Connection: il ricordo di Bontate nelle intercettazioni (VIDEO)

La guerra di mafia degli anni Ottanta, che costrinse molti esponenti del clan Inzerillo a rifugiarsi negli Stati Uniti per sfuggire al piombo dei Corleonesi, ritorna in una delle intercettazioni effettuate nell’ambito delle indagini che oggi hanno portato a numerosi arresti da parte della squadra mobile di Palermo e dell’Fbi tra la Sicilia e New York. Un esilio che fu imposto dai Corleonesi che posero il veto sul ritorno degli ‘scappati’ dagli Usa. A parlare e’ Tommaso Inzerillo: “Il divieto era da allora, come ti stavo dicendo…e’ una situazione di mio cugino, che alcuni se ne stanno andando in America…altri per dirti che qua c’e’, siamo tutti bloccati, siamo grandi…siamo inc…, per non fare cose…”. E ancora: “Ora vediamo, ora con questa morte…(si riferisce a quella di Toto’ Riina, ndr)”. Nelle intercettazioni anche il ricordo di Stefano Bontade, ‘principe di Villagrazia’ ucciso nella guerra di mafia dai Corleonesi e alla possibile vendetta che questi avrebbe potuto mettere in atto se fosse scampato all’agguato: “Lo vedi se Dio ce ne scampi fosse morto mio cugino e Stefano (Bontate, ndr) restava vivo…”. La risposta dell’interlocutore e’: “Quello, vedi che li azzerava…”. E Inzerillo controreplica: “Minchia…mama’…cento picciotti….centoventi erano con lui”. (Dire)