Mafia: patto Palermo-New York tra Gambino e Inzerillo, decapitato il clan (VIDEO)

Un lungo viaggio nella macchina del tempo della mafia palermitana. L’inchiesta ‘New connection’ condotta dalla Dda del capoluogo siciliano, che ha impegnato oltre duecento uomini della squadra mobile di Palermo e dello Sco (Servizio centrale operativo), riporta alla ribalta due cognomi pesantissimi nella storia di Cosa nostra: gli Inzerillo di Passo di Rigano e i Gambino di New York, stretti ai primi da solidi vincoli di parentela. Al centro dell’inchiesta che nella notte ha fatto scattare 15 fermi e tre arresti tra la Sicilia e gli Stati Uniti, con la collaborazione dell’Fbi, ci sono gli Inzerillo, gli ormai ‘ex scappati’ che negli anni Ottanta furono costretti ad abbandonare Palermo per avere salva la vita di fronte allo strapotere di Toto’ Riina e dei corleonesi.

Tutto ruota attorno alle figure di Francesco e Tommaso Inzerillo, fratello e cugino di Totuccio, caduto sotto ai colpi dei killer dei corleonesi l’11 maggio del 1981, pochi giorni dopo l’agguato costato la vita a Stefano Bontate, ‘principe di Villagrazia’. Rientrati in Italia nei primi anni duemila, gli Inzerillo “sono riusciti a stabilire un equilibrio – spiegano gli investigatori – con alcuni tra gli ultimi esponenti dello schieramento avverso ancora in liberta’” e soprattutto “a ricostruire” le fila della famiglia mafiosa di Passo di Rigano, che comprende le ‘famiglie’ di Torretta, Boccadifalco e Uditore. Gli Inzerillo erano tornati a essere, secondo gli investigatori, i “punti di riferimento” a Passo di Rigano. “Gli ‘scappati’ non sono piu’ ‘scappati'”, ha spiegato il capo della Direzione centrale anticrimine, Francesco Messina evidenziando come le dinamiche di Cosa nostra stiano portando “a un ritorno della citta’ di Palermo nella centralita’ del potere mafioso”. Una centralita’ che passa anche dalla potenza economica di un clan che si e’ visto sequestrare questa notte beni per tre milioni di euro comprendenti soprattutto agenzie di scommesse e attivita’ nella ristorazione. “Quindi siamo vincenti allora, oggi”, sottolineava Giuseppe Lo Cascio, uno dei fermati nel blitz, intercettato dalle microspie degli investigatori, mentre Tommaso Inzerillo sentenziava: “Siamo i re di Palermo”.

Inzerillo, attraverso il genero Giuseppe Spatola e Alessandro Mannino, anch’egli destinatario del provvedimento di fermo, avrebbe esercitato “un ferreo controllo del territorio”. A Spatola e a Gabriele Militello, anche lui tra i fermati di questa notte, Tommaso Inzerillo “imponeva la fornitura di prodotti alimentari, mentre ad Antonino Fanara era stato affidato il settore dei giochi e la gestione delle agenzie di scommesse abusive online. Antonino Lo Presti, invece, secondo gli investigatori, interveniva come mediatore in alcune vicende estorsive. Tra i fermati anche Giovanni Buscemi, che dopo un periodo di carcerazione lungo 24 anni si sarebbe “immediatamente riproposto nel panorama mafioso palermitano – spiegano gli investigatori – pretendendo un ruolo consono ai suoi trascorsi”: un intendimento concretizzatosi con la partecipazione “in qualita’ di rappresentante del mandamento mafioso di Passo di Rigano”, a una riunione tenutasi il 29 maggio del 2018 alla quale hanno partecipato numerosi capi dei mandamenti mafiosi palermitani per discutere e approvare le regole del funzionamento della commissione provinciale di Cosa nostra e delle dinamiche fra gli stessi mandamenti.

Il ritorno al potere degli Inzerillo sarebbe stato agevolato dalle “stabili relazioni” con i potenti Gambino di New York: “Un interscambio di informazioni, consulenze e favori per la gestione di singoli affari”, ha fatto notare Messina sottolineando il “ruolo molto importante” giocato “dall’elemento parentale” che lega le due famiglie. L’anello di congiunzione tra i due universi di mafia sarebbe stato Thomas Gambino, cittadino statunitense residente a Staten Island e arrestato questa notte. i contatti con la sponda americana di Cosa nostra sarebbero stati curati da Simone e Calogero Zito, considerati, inoltre, “gli artefici” dell’elezione di Salvatore Gambino a sindaco di Torretta, piccolo centro alle porte di Palermo, ricadente nel mandamento di Passo di Rigano. (Dire)