Agrigento, il prefetto Caputo si congeda inviando una lettera: ”Onorato di tanta considerazione”

L’ormai ex prefetto di Agrigento Caputo si congeda inviando una lettera alla stampa prima di prendere servizio alla prefettura Varese. “Il Consiglio dei Ministri – scrive Caputo – ha ritenuto di accogliere la proposta del Ministro dell’Interno di destinarmi alla Prefettura di Varese, con decorrenza immediata, nominando contestualmente nuovo Prefetto Maria Rita Cocciufa, alla quale rivolgo un augurio fervidissio di buon lavoro nel nuovo incarico. Evidenti motivi rendono chiaro a tutti come sia per me imprescindibile assecondare prontamente la decisione governativa; tuttavia, il repentino commiato da Agrigento e dalla Sicilia è per me motivo di sincero dispiacere. Non potendo prendere congedo personalmente, uso questo mezzo per rivolgere all’Arcidiocesi di Agrigento, alla Presidenza della Regione, alle Deputazioni parlamentari, alla Magistratura, ai Colleghi Prefetti siciliani, alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, alle Forze Armate, al Libero Consorzio Comunale, ai Sindaci ed alle Polizie Municipali, agli Amministratori, al Sindacato ed ai Lavoratori, alle Istituzioni statali e regionali – e qui rivolgo un pensiero speciale all’organizzazione dei sevizi per la salute ed a tutte le categorie professionali dei medici, degli infermieri e dei lavoratori della sanità agrigentina -, agli Imprenditori, alle componenti del Terzo settore e del privato sociale, agli Organi di stampa e informazione, ai Dirigenti, Funzionari e Dipendenti della Prefettura, a tutte le Persone amiche, un pensiero di profonda gratitudine per l’accoglienza che hanno voluto generosamente riservarmi e per l’assidua attenzione con la quale hanno sempre corrisposto alle mie richieste di aiuto nella ricerca di soluzioni ai problemi di questa Comunità. Mi ritengo onorato di tanta considerazione e, sicuro che l’impegno di tutti continuerà, come sempre, intensissimo, formulo l’auspicio che i Siciliani di buona volontà possano presto superare ogni emergenza, dall’odierna sanitaria alle altre che da troppo tempo angustiano la nobilissima Terra di Sicilia”.