Cattolica Eraclea, agli sgoccioli il processo all’ex sindaco per la morte di Liborio Campione

E’ arrivato all’epilogo il dibattimento a carico dell’ex sindaco di Cattolica Eraclea Nicolò Termine, rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo e omissione di atti di ufficio. La difesa dell’imputato – come riporta il Giornale di Sicilia – rinuncia agli ultimi testi e il processo può concludersi.
L’ex sindaco del comune agrigentino, secondo quanto ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Agrigento, avrebbe consentito che il cinquantenne Liborio Campione, senzatetto del paese, vivesse in un capannone di proprietà del Comune con un impianto elettrico disastrato che ne provocò la morte a causa di un cortocircuito causato, forse, dall’uso di una stufetta che incendiò il magazzino.
All’ex amministratore la Procura contesta di non aver fatto sgomberare quell’uomo che era molto conosciuto in tutto il paese. L’incendio potrebbe essere scoppiato a causa della presenza di alcune stufette elettriche collocate per riscaldare l’ambiente. Una delle stufe potrebbe non aver funzionato correttamente oppure potrebbe essere stata inavvertitamente accostata a qualcosa di infiammabile. All’interno di uno stanzino attiguo al capannone, un tempo utilizzato per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, è stato l’inferno. Il 27 aprile potrebbero esserci la requisitoria del pm e le arringhe dell’avvocato di parte civile Diego Giarratana, che difende la sorella di Campione, e dei legali dell’imputato Giuseppe Piro e Rosa Salvago.